L’ansia non è sempre una malattia. In condizioni di normalità, si identifica come un’emozione che serve a superare un momento critico di passaggio.
A partire dalla nascita, l’ansia si presenta ogni volta che c’è un passaggio da una situazione relativamente protetta ad una situazione in cui ci sentiamo esposti al giudizio altrui: il passaggio dalla famiglia alla scuola, dalla scuola al lavoro, sul lavoro tutte le volte che ci dobbiamo assumere nuove responsabilità, tutte le interrogazioni e gli esami, le prime uscite quando c’è una nuova relazione di coppia, svolgere una relazione ad un convegno, e così via.
In tutti questi eventi l’ansia segnala di prepararsi bene per dare il meglio di sé. Finché funzioniamo bene l’ansia ha una connotazione positiva. E’ invece disturbante quando non funzioniamo rispetto al nostro potenziale o somatizziamo.
Per esempio, quando c’è un esame o un’interrogazione, l’ansia è positiva se riusciamo a dire ciò che abbiamo imparato, diventa negativa se facciamo scena muta o se dimezziamo ciò che sappiamo.
Quindi il criterio discriminante è la funzionalità: quando nei rapporti familiari, professionali e sociali ci sono interferenze che impediscono le espressioni delle nostre capacità allora è il caso di chiedere aiuto…



