Sanihelp.it –L’Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva la proposta di Legge n. 741 Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità, rendendo il nostro Paese il primo e unico Paese al mondo ad avere una Legge specifica sull’obesità. Un passo estremamente importante se si pensa che in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, quasi un adulto su due (il 46,3% degli over18) è in eccesso di peso, il 34,6% è in sovrappeso e l’11,8%, quasi 6 milioni di individui, è a tutti gli effetti in condizione di obesità. La Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale) ha tenuto a precisare a margine dell’approvazione della legge in senato che le persone adulte in eccesso di peso raggiungono quasi il 50% nel Mezzogiorno (36,8% in sovrappeso e 13,1% con obesità), con prevalenze particolarmente elevate in Puglia (51,1%), Campania (51,0%), Basilicata (50%) e Calabria (49,8%). L’allarme riguarda in particolare i più giovani: più di un ragazzo su quattro in età compresa tra 3 e 17 anni (il 26,7%) è in eccesso di peso, percentuale che tra i bambini di 3-10 anni raggiunge addirittura il 33%.
I livelli più elevati, con oltre un terzo di ragazzi in eccesso di peso, si registrano in Campania (36,5%), Calabria (35,8%), Basilicata (35,0%) e Sicilia (33,8%). Viceversa, i valori più bassi si osservano nelle Province autonome di Trento e Bolzano (rispettivamente il 15,1% e il 17,4%), in Friuli Venezia Giulia (18,4%) e in Lombardia (19,5%).
«In Italia il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati è correlato a obesità, sindrome metabolica, infiammazione sistemica e alterazioni epigenetiche – ha spiegato il presidente Sima, Alessandro Miani – Gli stili alimentari dei genitori hanno un ruolo chiave che influisce sull’obesità in età pediatrica: dalla gravidanza ai due anni di vita del bambino si apre una finestra d’oro in cui il patrimonio epigenetico è particolarmente plasmabile. Una dieta equilibrata in gravidanza, assieme all’assenza di fumo e alcol e alla riduzione delle esposizioni a sostanze tossiche, sono in grado di orientare lo sviluppo metabolico, immunitario e cognitivo del bambino».
Le strategie più efficaci per ridurre i tassi di obesità infantile e adulta in Italia, secondo l’evidenza scientifica, comprendono attività fisica quotidiana, educazione alimentare precoce e continua, interventi sull’ambiente obesogeno (migliorare l’accessibilità ad aree verdi e impianti sportivi, ridurre la densità di fast food vicino alle scuole, regolamentare la pubblicità di cibi ad alta densità calorica rivolta ai minori). «Un approccio combinato che unisce alimentazione mediterranea, attività fisica, regolazione del sonno, educazione e modifiche dell’ambiente urbano e sociale, è la strategia più efficace per ridurre stabilmente i tassi di obesità infantile e adulta in Italia» ha concluso Miani.



