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Donne, poco sicure se viaggiano sole

Sanihelp.it -“Sì, viaggiare… senza per questo cadere nelle tue paure”. La strofa di Battisti suona quasi come un sogno lontano per le donne che viaggiano da sole. Se da un lato la voglia di indipendenza cresce, dall’altro la realtà quotidiana ci racconta una storia molto diversa, fatta di incertezze e sguardi alle spalle.


Secondo la ricerca “Room for Her”, commissionata da The Social Hub su oltre 2.000 donne in Europa, quasi il 90% delle italiane ammette di temere per la propria incolumità quando viaggia sola. Questo studio è il primo passo che il Gruppo olandese pioniere dell’ospitalità ibrida compie per sensibilizzarsi e sensibilizzare tutto il comparto turismo verso un’ospitalità più inclusiva per le donne.

Lo studio nasce per comprendere la reale percezione della sicurezza tra coloro che
viaggiano da sole e per sensibilizzare il settore dell’ospitalità sull’urgenza di rendere
questo tema una priorità.

La ricerca rivela che le donne italiane sono tra quelle che si sentono meno al
sicuro a viaggiare da sole tra i Paesi presi in esame, soprattutto di notte. Infatti,
quasi il 90% si preoccupa per la propria sicurezza personale, con picchi del 95%
tra le 35 e 44enni, mentre solo il 2,4% delle donne tra i 25 e i 34 anni si sente sicura.
Quando viaggiano per lavoro, solo 1 donna su 10 si sente “molto sicura”, dato
che scende al 6% tra la Generazione Z. Indipendentemente dallo scopo del soggiorno
lontano da casa, e se si tratta di tarda serata, la percentuale delle donne che si
sentono insicure supera addirittura l’80%, con il 40% che dichiara di “non sentirsi
affatto sicura”.

La ricerca evidenzia anche quanto sia importante intervenire con misure urgenti:
presenza visibile di personale (40%), dotazioni di sicurezza in camera (39%) e
servizi disponibili in loco per ridurre la necessità di uscire da sole (34%).

La maggioranza delle donne (52%) ha indicato che la presenza di una reception
attiva 24 ore su 24 le farebbe sentire più sicure al momento di prenotare viaggi in
solitaria.

Una realtà che va ben oltre la percezione: quasi una donna su tre (32%) ha riferito
di essere stata ‘seguita o osservata’ viaggiando da sola, percentuale molto più alta
tra le donne della Generazione Z (56%). Numeri significativi hanno subito molestie
o aggressioni fisiche (18%), mentre una donna su cinque ha subito molestie o
abusi verbali.


Un problema che non riguarda solo l’Italia. Passando ai dati EU (secondo il Parlamento
Europeo) circa il 30% delle donne ha subito nel corso della vita violenza fisica,
minacce e/o violenza sessuale. Il 13% ha subito violenza fisica o minacce senza
violenza sessuale, mentre il 17% ha subito violenza sessuale.

Alla luce di questo scenario, non sorprende che i timori per la sicurezza si estendano
inevitabilmente anche alle esperienze di viaggio in solitaria. Questa
preoccupazione emerge chiaramente tra le donne europee intervistate da The Social
Hub: negli 8 Paesi coinvolti nel sondaggio, ben il 75% delle donne si è dichiarato
preoccupato per la propria sicurezza quando viaggia da sola.

Un quarto delle intervistate in Francia, Italia e Germania ha dichiarato di sentirsi
‘poco sicura’ durante i viaggi di lavoro, e metà delle donne europee (58%) ha
affermato di sentirsi a disagio a camminare da sola di notte. Complessivamente, le
donne italiane si sentono più a rischio, mentre quelle olandesi si sentono le più
sicure.

Amber Westerborg, Director of Sustainability & Impact, The Social Hub, dichiara:
“The Social Hub e il settore dell’ospitalità in generale, stanno chiaramente solo
iniziando ad affrontare il tema della sicurezza delle donne. Ci auguriamo che questa
indagine incoraggi il nostro settore ad avviare un dialogo e ad agire, garantendo
viaggi sicuri per tutte e tutti. The Social Hub è stato creato per tutti, ed è per questo
che abbiamo condotto questa ricerca, per individuare gli ostacoli reali che le donne
affrontano. I risultati sono sconcertanti e mettono in luce un problema reale in
tutto il settore. Siamo impegnati ad affrontare queste problematiche e a creare
spazi sicuri in cui le donne possano sentirsi davvero al sicuro e parte di una
comunità, senza dover ridimensionare se stesse, compromettere la propria libertà o
dubitare del loro diritto di essere presenti. Non siamo ancora al punto in cui
vorremmo essere, lo sappiamo ma continueremo a migliorarci e imparare, come
deve fare chiunque nel settore. Le donne non dovrebbero dover cambiare
comportamento, limitare le proprie ambizioni o rinunciare a un’opportunità perché non si sentono al sicuro”.

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