Sanihelp.it – Il progetto europeo FORTEe – Get strong to fight childhood cancer (Horizon 2020) rappresenta il più ampio studio clinico multicentrico internazionale sull’esercizio fisico adattato nei bambini e adolescenti con tumore.
è stato avviato il 1° marzo 2021 e si concluderà ad agosto 2026, coinvolgendo ospedali pediatrici in Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Slovenia, Spagna e Italia (Centro Maria Letizia Verga, Monza, e IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano). Scopo del progetto è colmare il gap di conoscenza sull’efficacia dell’allenamento di precisione nei pazienti pediatrici oncologici, verificando in particolare: la sicurezza dell’intervento, la capacità di contrastare la fatigue correlata alla malattia, il mantenimento di forza, capacità aerobica, coordinazione e agilità, il miglioramento della qualità di vita, il potenziale effetto sinergico con il sistema immunitario, la prognosi di malattia.
Proprio questo progetto ha raggiunto un grande traguardo: i protocolli di esercizio fisico di precisione sviluppati nell’ambito del consorzio di ricerca ricevono il patrocinio scientifico della FMSI – Federazione Medico Sportiva Italiana e dell’EFSMA – European Federation of Sports Medicine Associations. I protocolli di esercizio, ideati e testati anche presso il Centro Maria Letizia Verga di Monza nell’ambito del progetto Sport Therapy sono stati adottati in dieci centri oncologici pediatrici europei, distribuiti in 8 nazioni, nelle città di Milano, Madrid, Lione, Lubiana, Essen, Mainz, Heidelberg, Oxford e Copenhagen, coinvolgendo complessivamente più di 450 bambini e adolescenti. Una volta pubblicati, saranno liberamente accessibili a tutti i centri nel mondo che si prendono cura di bambini con tumore (con licenza Creative Commons che consente di riutilizzare e condividere i contenuti citando la fonte, escludendone l’uso commerciale).
«Questo riconoscimento non è solo un attestato di qualità scientifica: è la conferma che l’esercizio fisico di precisione può e deve entrare a pieno titolo nel percorso di cura delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi con tumore. Lavorare per anni alla costruzione di protocolli sicuri, efficaci e adattabili alle condizioni anche dei pazienti più fragili è stato un impegno enorme per tutto il consorzio di ricerca. Sapere che due delle istituzioni internazionali più autorevoli in medicina dello sport li hanno esaminati e riconosciuti come scientificamente validi è una testimonianza importante del nostro metodo e della sua efficacia. Da questi protocolli ci aspettiamo di poter creare una linea guida internazionale, in collaborazione con tutti i ricercatori e le associazioni nel mondo che si occupano di questa tematica» afferma Francesca Lanfranconi, medico dello sport e ricercatrice in fisiologia umana presso il Centro Maria Letizia Verga, responsabile del progetto Sport Therapy.
Elemento distintivo del progetto Sport Theraphy è l’approccio multidisciplinare integrato: ogni giorno pediatri emato-oncologi, medici dello sport, scienziati motori, terapisti della neuropsicomotricità, pedagogisti e osteopati ricalibrano i programmi in base all’andamento clinico. Psicologi e dietisti completano la valutazione del profilo individuale. Il team è inoltre composto da 8 tecnici sportivi (golf, arrampicata, calcio, danza, bike no pedals, baskin, animal flow, fit gardening) e una pedagogista della disabilità. Alcuni membri del team della Sport Therapy sono persone guarite al tumore del sangue in età evolutiva e rappresentano, con la loro testimonianza, un importante esempio e supporto per le famiglie che affrontano le cure oncologiche.



