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World Kidney Cancer Day 2026

Sanihelp.it – Il World Kidney Cancer Day 2026  si celebra ogni anno il secondo giovedì di giugno su iniziativa di IKCC, una rete indipendente che riunisce associazioni di pazienti attive in oltre 45 Paesi. In Italia, la giornata è promossa da ANTURE (Associazione Nazionale Tumore del Rene) con l’obiettivo di accrescere una corretta informazione su questa neoplasia della quale si parla ancora troppo poco.  La giornata quest’anno è incentrata sul tema dell’Emotional Wellbeing.


Ogni anno, in Italia, circa 13.282 persone ricevono una diagnosi di tumore del rene. L’incidenza è rimasta stabile negli ultimi anni e, oggi, sette su dieci sono vivi a cinque anni dalla diagnosi. A livello globale, il numero sale a 435.000 nuove diagnosi annuali.

Secondo i risultati della Global Patient Survey dell’International Kidney Cancer Coalition (IKCC) -l’unica indagine che fotografa l’esperienza delle persone con tumore del rene a livello mondiale e nazionale – oltre l’85% dei pazienti riferisce un impatto significativo anche sul benessere emotivo. Nello specifico, il 50% soffre d’ansia e il 36% riporta episodi di depressione.

Questi disagi, tuttavia, non sempre vengono espressi o condivisi con i familiari, caregiver e personale sanitario. Ad esempio, un paziente su tre non confessa al proprio medico, la paura di una possibile recidiva di malattia. Proprio per sottolineare l’importanza di non sottovalutare tali disagi il claim della giornata di quest’anno, Kidney Cancer and Emotional Wellbeing, è stato scelto per puntare i riflettori sul ruolo fondamentale del benessere psicologico lungo tutto il percorso di malattia, dalla diagnosi alle fasi di cura e follow-up; promuovendo una maggiore attenzione ai bisogni emotivi non soltanto dei pazienti ma anche dei familiari.

In occasione di questa giornata Ipsen promuove la campagna video di sensibilizzazione Reno e Rina lo sanno: le emozioni contano, con il patrocinio di ANTURE e di IKCC .

Protagonisti del video sono Reno e Rina, due reni di lana inseparabili, che si aiutano e si sostengono ogni giorno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Un racconto sensibile e coinvolgente, capace di toccare le corde emotive dello spettatore.

Una metafora che richiama il valore della condivisione, del supporto e della vicinanza, elementi fondamentali nel percorso di cura.


«La diagnosi è spesso tardiva e in circa il 30% dei casi si presenta già in fase avanzata o metastatica – sottolinea Daniele Santini, Professore ordinario di oncologia, Sapienza Università di Roma -. Negli ultimi anni, sopravvivenza e guarigione sono migliorate grazie soprattutto a terapie mirate e all’immunoterapia, persino per i casi più gravi e insidiosi. Inoltre, anche i pazienti operati per un tumore renale convivono per diversi anni con una malattia cronicizzata, mantenendo una buona qualità di vita e svolgendo le mansioni quotidiane, inclusa una corretta attività sportiva, senza particolari limitazioni. Resta fondamentale la prevenzione primaria, poiché quella secondaria è difficile, intervenendo su tre dei principali fattori di rischio: eliminando il fumo di sigaretta, contrastando l’obesità e mentendo una normale pressione arteriosa. Con l’aumento dell’aspettativa di vita cresce anche l’importanza della comunicazione medico-paziente e caregiver, una vera alleanza terapeutica, che può migliorare l’accettazione delle terapie, la qualità di vita del paziente e ridurre disturbi come l’ansia e la depressione». 

«È una malattia che ha un impatto sul benessere emotivo del paziente ma anche dei familiari, che molto spesso si trasformano automaticamente in caregver. – gli fa eco  Tonia Cinquegrana, Presidente di ANTURE -. È  motivo di ansia, induce a cambiamenti nelle relazioni personali, causa isolamento, limita le attività quotidiane comprese quelle lavorative e determina preoccupazioni per il futuro. Anche quest’anno come Associazione abbiamo deciso di sostenere in Italia la giornata internazionale. È infatti fondamentale fornire informazioni attendibili a tutta la popolazione, anche quella non coinvolta direttamente dalla neoplasia. I pazienti, dal canto loro, devono sapere che non sono soli e vanno incentivati a parlare più apertamente dei problemi indotti dal tumore».

 

«Campagne come quella di Reno e Rina possono sensibilizzare tutta la polazione e dimostrare che veicolare messaggi utili, anche attraverso spazi virtuali come i social network, è attuabile e utile – commenta la dott.ssa Sarah Scagliarini , Oncologia Medica,  AORN “A. Cardarelli” di Napoli – . Per assicurare la diffusione di informazioni corrette, accessibili e vicine ai bisogni dei cittadini, noi medici dovremmo trovare dei contenitori digitali per comunicare ed essere presenti, non come alternativa o sostituzione della relazione medico-paziente, ma come estensione della nostra responsabilità di prevenzione e cura. La comunicazione medico-scientifica non può ignorare l’ecosistema digitale al quale si rivolgono i pazienti ed i familiari in cerca di  informazioni sulla salute». 

Il video dal titolo Reno e Rina lo sanno: le emozioni contano è disponibile a partire da oggi sul sito web e sui canali social di Ipsen – Facebook, Instagram e LinkedIn – e su quelli di ANTURE.

Sempre oggi , inoltre, è prevista una campagna di guerrilla marketing. Circa 60 coppie di Reno e Rina, realizzate all’uncinetto con la tecnica giapponese amigurumi, saranno posizionate in alcune zone di Milano, da Piazza Leonardo Da Vinci ai Giardini Indro Montanelli (Porta Venezia) fino ai Navigli.

Ogni coppia sarà accompagnata da un cartellino esplicativo dell’iniziativa, con l’invito a scattare una foto e condividerla sui social con l’hashtag #RenoeRinaLoSanno, per contribuire a sensibilizzare sulla conoscenza del tumore del rene.

 

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