HomeNewsPensavo che: per sfatare tutti i pregiudizi sulla vitiligine

Pensavo che: per sfatare tutti i pregiudizi sulla vitiligine

Sanihelp.it – Cristina ha 62 e ha scoperto la vitiligine durante l’adolescenza, con le prime piccole macchie sui gomiti. Allora non si era preoccupata più di tanto — erano macchioline, simmetriche, quasi invisibili. Per anni la malattia è rimasta praticamente ferma: qualcosa alle ascelle, qualcosa sul viso, niente di più. Cristina ha vissuto normalmente la sua vita, senza farci troppo caso e lo ha fatto fino ai 50 anni perchè la vitiligine è stata quasi una presenza silenziosa.Fino a quel momento si è sottoposta alle visite di routine, ai trattamenti con i raggi UVB a banda stretta, qualche crema. Fino ai 50 non ha assunto alcun farmaco per via orale.


Purtroppo verso i cinquant’anni è come se la vitiligine si fosse svegliata ed è esplosa. Da allora continua ad estendersi, lentamente ma senza mai fermarsi. Oggi interessa circa il 70% del suo corpo. Ecco perchè nell’ ottobre 2025 è tornata all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, dopo tanti anni per cercare nuovi trattamenti: Cristina ha solo potuto riprendere la terapia con i raggi UVB banda stretta, questa volta grazie alla fototerapia messa a disposizione da APIAFCO con notevoli miglioramenti.

Tuttavia, nonostante il camouflage la pelle a carta geografica si vede sempre, anche d’inverno. La condizione, per fortuna, non è più un tabù, in molti la conoscono per via di Cossiga, Michael Jackson e molte modelle.

D’altra parte la vitiligine è un ospite sgradita di tutta la famiglia di Cristina: suo padre aveva macchie diffuse su mani, braccia, spalle, gambe più evidenti e diffuse anche per lui in età avanzata. Si proteggeva con camicie lunghe e pantaloni; anche i suoi figli, che hanno 20 e 30 anni, hanno qualche macchiolina. La speranza per tutti i pazienti con vitiligine è che  associazioni come APIAFCO vengano sostenute il più possibile perchè si impegnano a diffondere la conoscenza, ad aiutare concretamente chi soffre di vitiligine e di altre patologie della pelle, anche con supporto tecnologico.

A diffondere la storia di Cristina è stata Apiafco (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) in occasione della Giornata Mondiale della Vitiligine del 25 giugno che si batte quotidianamente per il diritto alla salute e la qualità della vita dei pazienti psoriasici e, dal 2023, anche dei pazienti atopici e con vitiligine.

Per l’occasione è stata lanciata la campagna Pensavo che, per sfatare tutti i pregiudizi sulla malattia e per informare in maniera accurata e valida.

La vitiligine è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa di chiazze bianche (depigmentate) dovute alla perdita dei melanociti, le cellule che producono il pigmento:  in Italia si stima colpisca circa 350.000 persone, tra adulti e bambini. Sebbene infatti l’esordio avvenga solitamente tra i 20 e i 30 anni, una parte significativa dei pazienti inizia a mostrare i primi segni della malattia proprio durante l’infanzia.


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