Sanihelp.it – I sintomi della malattia di Alzheimer (AD) si manifestano cinque anni più tardi nei bilingui rispetto a chi invece conosce e parla una sola lingua.
Questa la scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università di Ghent, in Belgio, che tra marzo 2013 e maggio 2014 hanno monitorato un gruppo composto da 69 pazienti monolingue e 65 bilingue, tutti con una diagnosi di Alzheimer probabile.
I risultati della ricerca hanno mostrato che, se nei partecipanti monolingue i sintomi della demenza hanno cominciato a manifestarsi ad un’età media di 71,5 anni, nei bilingue bisognava aspettare mediamente fino ai 76,1 anni, una differenza analoga all'età di conferma della diagnosi di Alzheimer, ovvero 72,5 anni per i monolingue e 77,3 per i bilingue.
Le conclusioni raggiunte da questo studio non fanno altro che confermare l’esito di precedenti ricerche, che suggeriscono come il bilinguismo possa rallentare l'invecchiamento cognitivo e quindi la demenza: parlare due lingue infatti permette di tenere il cervello in costante allenamento, impedendo nel contempo alle cellule grigie di degenerare.



