Sanihelp.it – La glicemia corrisponde alla concentrazione di glucosio nel sangue, il principale carburante dell’organismo. In una persona sana, la glicemia oscilla intorno a un grammo di glucosio per litro di sangue e può salire fino a 1,4 g/L dopo un pasto. Se i diabetici devono monitorare rigorosamente la loro glicemia per evitare complicazioni, cosa succede a coloro che non sono affetti da questa malattia, ma che sono comunque a rischio?
In uno studio pubblicato il 15 maggio 2025 sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism, gli scienziati hanno esaminato l’impatto del consumo di diversi tipi di verdure sulla glicemia postprandiale, cioè dopo i pasti, in persone non affette da diabete ma con pressione arteriosa elevata e quindi a maggior rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Mangiare questi ortaggi aiuterebbe a stabilizzare la glicemia
A tal fine, i ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato e controllato in cui i partecipanti non diabetici hanno consumato 4 porzioni al giorno di verdure crucifere, come broccoli, cavoli, cavolfiori e cavoli ricci, o ortaggi da radice, come carote, patate, zucche e patate dolci.
Al termine dello studio, gli scienziati hanno osservato che i partecipanti che consumavano verdure crucifere avevano livelli di zucchero nel sangue meno variabili rispetto a quelli che mangiavano ortaggi da radice e zucche. Inoltre, hanno notato che questi partecipanti avevano anche picchi glicemici più bassi dopo i pasti.
Regolare meglio la glicemia per prendersi cura della propria salute
I ricercatori dello studio ricordano che una glicemia stabile, con picchi minimi e meno fluttuazioni, è associata a una migliore salute e al benessere generale. Infatti, Emma Connolly, una delle autrici di questo studio, ricorda che una glicemia sregolata può aumentare il rischio di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari.
Secondo gli scienziati, questi risultati consentono di precisare le raccomandazioni alimentari che possono favorire una migliore salute a lungo termine. Il proseguimento della ricerca sarà fondamentale per determinare come questi ortaggi possano essere integrati efficacemente nelle raccomandazioni alimentari per una migliore regolazione della glicemia e una gestione globale della salute
, ha dichiarato in un comunicato Emma Connolly.
Le crucifere devono il loro potere stabilizzante a composti solforati come il sulforafano, che influenzano il metabolismo del glucosio. Non è magia, è chimica, questi ortaggi rallentano l’assorbimento degli zuccheri e migliorano la risposta insulinica. Il problema? Molti li trovano amari o poco appetibili, ma inserirli nella dieta quotidiana non è complicato. Sono tante le ricette: broccoli saltati in padella, insalata di cavolo cappuccio, cavolfiore gratinato, ecc. L’importante è la costanza, non la creatività culinaria.



