Sanihelp.it – 4 milioni. È questo il numero di italiani colpiti dall’artrosi. Questa malattia cronica, che comporta la distruzione della cartilagine e provoca dolore, può interessare diverse articolazioni: si manifesta più spesso alle ginocchia, alle anche e alle mani, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
A che età si può essere colpiti dall’artrosi? Forse qualche anno fa avremmo risposto 70-80 anni, eppure, la media attuale della diagnosi è di 50 anni. Il 10-20% dei casi di artrosi riguarda persone tra i 40 e i 50 anni. Pertanto, sebbene l’artrosi sia spesso associata alla vecchiaia, bisogna smettere di dire che è una malattia delle persone anziane. È una malattia che, certamente, è legata all’età, non se ne vede nei bambini, ma ciò non toglie che si riscontri anche in persone molto attive e giovani.
I reumatologi spiega che si tratta di giovani che hanno subìto un trauma, come la rottura dei legamenti crociati o lesioni ai menischi, magari a 20 anni durante una settimana bianca. Quando il trauma è stato violento, nei 10 anni successivi c’è una probabilità su due di sviluppare un’artrosi del ginocchio.
L’artrosi è dunque una malattia che colpisce persone che non sono necessariamente anziane, anche se, ovviamente, gli anziani possono esserne altrettanto colpiti.
Artrosi precoce: quali sono i sintomi?
Come si manifesta l’artrosi precoce? I sintomi sono gli stessi delle persone più anziane, ovvero dolore e rigidità articolare. Un dolore cronico di tipo “meccanico” a livello di un’articolazione, che si accentua con lo sforzo, associato a una rigidità della stessa, deve rappresentare un campanello d’allarme per la presenza di artrosi.
Poi ci sono altri segni che compaiono durante una fase infiammatoria acuta: l’articolazione è dolente e gonfia, il dolore causa risvegli notturni e provoca una forte rigidità appena svegli.



