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8 cose che (forse) non sai sull’omeopatia

Medicina integrativa

Sanihelp.it –  Si pensa spesso, e a torto, che si tratti di una pratica di cura naturale che non richiede neppure la supervisione del medico. In realtàci sono molte cose che non si sanno sull’omeopatia e che è bene approfondire per imparare a conoscerla nella sua complessità. In occasione della Giornata Mondiale dell’Omeopatia che si celebra ogni anno il 10 aprile, Federica Corradi Dell’Acqua Vice Presidente Esecutivo di IMO, fa chiarezza sui dubbi più tipici rispetto a che cos’è l’omeopatia e in che modo può essere utile.


Il simile cura il simile 

L’omeopatia è una metodica clinica definita integrativa basata sul principio che il simile cura il simile, vale a dire che una sostanza responsabile della comparsa di disturbi (sintomi) in persone sane può aiutare a lenire tali sintomi nelle persone malate.

Quali sono le sostanze utilizzate in omeopatia

L’omeopatia utilizza sostanze altamente diluite e cosiddette dinamizzate. Tentare di trattare una malattia per mezzo dell’agente che può provocarla o trasmetterla è una delle più generali acquisizioni della medicina empirica, infatti storicamente parlando i cinesi praticavano la vaiolizzazione preventiva sia indossando i vestiti provenienti da un malato in piena fase di suppurazione, sia con pustole disseccate e conservate per un anno e poi inalate. Plinio affermava che la saliva di un cane arrabbiato poteva preservare dalla rabbia, Aetius d’Antiochia raccomandava di mangiare la carne della vipera che aveva appena morso e Robert Fludd, nel XVII secolo, curava i tisici con diluizioni dei loro stessi escreti bronchialidopo un’adeguata preparazione. I medicinali omeopatici sono dei prodotti ottenuti utilizzando sostanze di origine minerale, chimica, vegetale, animale e biologica (definite ceppi omeopatici) attraverso metodi di produzione specifici, definiti nelle farmacopee ufficiali (Farmacopea Europea o Farmacopea Francese o Farmacopea Omeopatica Tedesca).

L’omeopatia è una medicina non convenzionale?

I medicinali omeopatici rientrano a pieno titolo nelle Medicine Integrative, come chiaramente indicato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. La caratteristica dei medicinali omeopatici è quella di utilizzare sostanze diluite e »dinamizzate». Tuttavia, diversi medicinali omeopatici possono essere costituiti da sostanze in concentrazione ponderale (analiticamente rilevabile dal punto di vista chimico), ottenuti direttamente dalle tinture madri o dai macerati glicerici come riportato nell’articolo 1 del Decreto legislativo del 24 aprile 2006, n. 219.

Esistono effetti collaterali legati all’uso di prodotti omeopatici?

I medicinali omeopatici non sono completamente immuni agli effetti indesiderati. Sono state eseguite delle indagini approfondite, e sono stati osservati alcuni effetti collaterali, registrati in vari trial clinici inerenti aggravamenti temporanei di segni e sintomi della malattia per la quale sono stati assunti i medicinali o la comparsa di effetti di scarsa entità. Ad esempio, i farmaci per le allergie proposti dalla medicina tradizionale sono per lo più farmaci che tendono ad alleviare i sintomi (cortisonici e/o antistaminici), oltre naturalmente alla raccomandazione di non venire in contatto con la sostanza scatenante.

Omeopatia e allergie. La terapia desensibilizzante

L’approccio con i medicinali omeopatici per le allergie consiste in una terapia desensibilizzante, il cui funzionamento è spiegato dall’etimologia della parola stessa, ossia curare il simile con il simile. In sostanza, prevenire le allergie con i medicinali omeopatici significa assumere diluizioni omeopatiche della sostanza (o delle sostanze) che scatenano l’allergia, cominciando almeno 1-2 mesi prima del periodo in cui si manifestano i sintomi. I vantaggi dei medicinali omeopatici, ad esempio per le allergie sono diversi in quanto, ad esempio, possono comunque essere usati in associazione con le terapie tradizionali.

Omeopatia e bambini: si o no?

I medicinali omeopatici possono essere usati anche da bambini o donne in gravidanza, possono essere assunti anche per lunghi periodi, sono particolarmente efficaci per prevenire i sintomi delle allergie a lungo termine, laddove i farmaci tradizionali obbligano invece a una somministrazione più limitata nel tempo.

Si può affiancare una cura omeopatica a una allopatica?

Il medico omeopata, specializzato in allergologia e Immunologia osserva come il singolo paziente esprime il processo morboso allergico identificando il medicinale che nella sua totalità, rispecchi tutte le caratteristiche soggettive di quella persona in particolare alla reazione immunitaria esagerata di difesa all’incontro con sostanze generalmente innocue come negli allergici che hanno le stesse reazioni ma con sintomi che gli sono peculiari. Per uno stesso tipo di allergia alle graminacee, ci saranno oculoriniti, dermatiti o crisi asmatiche che ognuno manifesteràcon modalitàsoggettive quali congiuntivite con occhi rossi, quella con occhi lacrimanti e una lacrimazione che può essere liquida e irritante oppure più densa e collosa.

Per ogni manifestazione clinica allergica si raccoglieranno le modalitàdi espressione cioè se migliora al caldo, dal freddo o quando si mangia, che, in estrema sintesi identificheràe illustreràcome si manifesta la sua sintomatologia per quel dato paziente, cioè l’individualitàdei sintomi caratteristici di quel paziente e non dei pazienti allergici. Saràcompito del medico affiancare le terapie convenzionali con terapie integrative mirate entrambe al benessere del paziente e alla risoluzione dei segni e sintomi caratteristici delle manifestazioni morbose.

L’attenzione al malato più che alla malattia

Curare quindi la persona e non la patologia in sé è ciò che caratterizza l’approccio omeopatico, che mette così al centro l’individuo. L’esatta prescrizione del medicinale omeopatico adatto può essere fatta solo dal medico omeopata o dal farmacista esperto in omeopatia, dopo aver valutato la situazione del paziente nel suo complesso..

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FonteIMO

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