Sanihelp.it – Il sovrappeso e l’obesità rappresentano, in Italia, due problematiche a dir poco rilevanti dal punto di vista sanitario. Nel nostro Paese, su dieci persone tre sono in sovrappeso e una ha un BMI includibile nell’obesità.
Si parla molto di quelli che sono gli impatti negativi dal punto di vista della salute cardiovascolare. Meno, anche se l’attenzione negli ultimi anni è aumentata rispetto al passato, anche sulla scia dei progressi nel campo della chirurgia ortopedica, di cosa può succedere quando si parla di patologie articolari a carico di anca e ginocchio.
Sì, il tema è l’artrosi, una condizione cronica e degenerativa che, in Italia, interessa sempre più persone, provocando, nei casi più gravi, una forte compromissione della qualità della vita per via del dolore.
La medicina, come già accennato, ha fatto grandi passi in avanti e lo stesso i processi tecnologici che permettono di formulare la diagnosi in tempi brevi.
In merito a questi ultimi, non si può non menzionare l’esistenza di servizi che permettono di prenotare esami radiografici, il primo passo per accertare la presenza di danni da artrosi, eseguibili anche a casa, senza bisogno di recarsi in ospedale (se hai dolore al ginocchio e all’anca a livelli tali da rendere difficile, per esempio, la vestizione, prenota una radiografia a domicilio su https://radiografiaadomicilio.it/).
Essenziale, prima di tutto ciò, è lavorare di prevenzione. Si può parlare, a ragione, di urgenza. Diamo qualche altro numero per capire meglio la situazione.
In Italia, circa il 50% della popolazione adulta soffre per via di dolori legati all’artrosi.
Un numero alto di over 50, invece, ne porta i segni dal punto di vista radiografico.
Sovrappeso e sovraccarico articolare
Nei soggetti in sovrappeso od obesi, le articolazioni di anca, ginocchio e colonna vertebrale sono sottoposte a un carico decisamente più alto rispetto a quello che, invece, contraddistingue la situazione delle persone normopeso.
Il risultato di tutto ciò è un’accelerazione dei processi di degradazione della cartilagine, che si verificano comunque con l’avanzare dell’età.
La cartilagine è un tessuto molto particolare: liscio ed elastico, ricopre le estremità ossee, facilitando i nostri movimenti e impedendo che queste ultime, toccandosi, provino dolore.
Gli effetti si rivelano particolarmente evidenti a livello di anca e ginocchio, due zone del corpo sulle quali il peso corporeo ha un impatto più consistente.
Non solo artrosi
Tra i motivi per cui è importante riflettere, come già detto in ottica di prevenzione, quando si parla degli effetti del sovrappeso e dell’obesità sul benessere ortopedico rientrano anche i numeri importanti dei microtraumi che si verificano nello svolgimento di attività quotidiane.
Attenzione: si tratta anche di attività molto semplici, come per esempio camminare, salire e scendere le scale e sì, anche stare in piedi.
I microtraumi in questione hanno, a lungo andare, impatto negativo sia sulla cartilagine, sia su strutture fondamentali per la mobilità articolare, ossia tendini e legamenti.
Il problema principale risiede nella sostanziale difficoltà, soprattutto nei soggetti obesi, a procedere con una riparazione efficace. L’ostacolo grande in questi casi è dato dall’infiammazione sistemica che caratterizza l’organismo di chi soffre di obesità.
La presenza di lesioni non completamente riparate, seppur piccole, può portare, nel corso del tempo, a un aumento del rischio di diagnosi di osteoartrite.
Un fattore di rischio modificabile
La buona notizia è che i fattori di rischio elencati nelle righe precedenti sono modificabili. Come? Anche con interventi di educazione alimentare messi in atto a partire dalla prima infanzia.
Parliamo di un’urgenza impellente in quanto, numeri alla mano, in Italia un bambino su tre è obeso.
Perdere peso in questo caso aiuta sia a prevenire patologie articolari sia, come evidenziato da un recente studio pubblicato su Jama Pediatrics, a ridurre il rischio di patologie metaboliche – si parla del 58% nel caso del diabete di tipo 2 – e quello di mortalità prematura in età adulta.



