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Tumore occhio, mini-cam riduce le anestesie in follow up

Oncologia oculare

Sanihelp.it – Il retinoblastoma è una malattia rara che colpisce la retina dei bambini nei primi tre anni di vita. Grazie a una min-cam, donata dall’Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma al reparto di Oculistica dell’Ospedale Bambino Gesù (sede di Palidoro), è possibile ora catturare l’immagine della retina in 0.15 secondi, senza alcuna anestesia. È così possibile verificare se il retinoblastoma è regredito oppure no, grazie a immagini in tempo reale ottenute senza bisogno di entrare in contatto con il bulbo oculare dei bambini.


Il nuovo macchinario, unico in Italia a essere utilizzato per scopi pediatrici, consente all’oculista di confrontare le immagini acquisite con quelle dei controlli precedenti. Da circa un anno presso la sede del Bambino Gesù di Palidoro, all’interno della Divisione Oculistica, è stato istituito un ambulatorio multispecialistico nel quale i pazienti in follow-up vengono visitati, oltre che da oculista e oncologo, anche da ortottisti, otorinolaringoiatri e cardiologi. Si è recentemente anche aggiunto un team di psicologi.

L’Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma nasce dalla voglia condivisa di tutti i genitori di aiutare i loro piccoli a lottare contro questo tumore: «È proprio grazie alla voglia di continuare a combattere che noi genitori non ci siamo tirati indietro davanti a una sfida così grande come l’acquisto di questo scanner retinico», dichiara il presidente dell’Associazione Daniele Vita.

Pur nella sua rarità (30-50 casi anno in Italia) il retinoblastoma è il tumore retinico più frequente in questa fascia di età. Da gennaio 2007 dicembre 2015 all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sono stati diagnosticati e curati 81 piccoli pazienti affetti da retinoblastoma, il 60% dei quali con tumore ad entrambi gli occhi. I bambini sono stati tutti curati con il Protocollo Aieop (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia pediatrica) che vede la collaborazione congiunta da parte di oculisti e oncologi. Il trattamento è composto dall'associazione di cicli di chemioterapia e aggressione del tumore con laser o crioterapia. La scelta del tipo di trattamento è giustificata dal volume e dalla localizzazione della massa tumorale. 

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