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Testa e collo: tumori poco conosciuti

Terapia

Sanihelp.it – La loro insorgenza viene associata spesso allo stile di vita, con particolare riferimento all’abuso di alcol e al vizio del fumo, occorre però sottolineare che esiste un nuovo fattore di rischio, l'HPV, capace di provocare i tumori testa-collo nelle persone molto giovani, siano uomini o donne. Questi tumori colpiscono organi importanti e influenzano profondamente la vita relazionale.

Per combattere i tumori di testa e collo è importante il riconoscimento tempestivo dei sintomi, che molto spesso sono sfumati e comuni ad altre patologie più frequenti e meno gravi, come la laringite e l'otite. Spiega il Dottor Maurizio Magnani, Presidente di AILAR (associazione che da settant’anni si occupa di ridurre l’impatto di queste neoplasie sulla vita dei pazienti e delle famiglie e che nel 2008 ha costituito la FIALPO insieme ad altre associazioni con scopi analoghi): «Purtroppo la maggior parte dei pazienti arriva alla diagnosi molto tardi. Per questo motivo è fondamentale aumentare l’impegno da parte di tutti per migliorare l’informazione sui fattori di rischio e sul riconoscimento precoce dei sintomi».

Giocano poi un ruolo fondamentale le terapie sempre più innovative che la ricerca scientifica mette a disposizione, evitando interventi più demolitivi e invalidanti.

«Oltre alle innovazioni in campo radioterapico e chemioterapico – commenta la Dottoressa Lisa Licitra, Responsabile Struttura Semplice Dipartimentale Oncologia Medica Tumori Testa e Collo, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – l’introduzione dei trattamenti biologici mirati ha cambiato l’approccio a questi tumori, aumentando significativamente la sopravvivenza dei pazienti e garantendo loro una buona qualità di vita. In un percorso complesso di questo tipo, è fondamentale che il medico ascolti e dialoghi con il proprio paziente per creare una vera e propria alleanza che consenta di condividere le decisioni terapeutiche».

«Nella comunicazione – aggiunge il Dottor Magnani – è importante che il medico consideri e gestisca le forti emozioni del paziente, come l’incredulità, la paura e la chiusura in se stessi. Questi aspetti non devono essere sottovalutati poiché possono compromettere la terapia».

Occorre anche assicurare la collaborazione tra specialisti di differenti discipline: «Questi tumori sono molto complessi e devono essere affrontati in modo globale per assicurare al paziente il miglior trattamento possibile», precisa il Dottor Giovanni Succo, Direttore Reparto di Otorinolaringoiatria, Ospedale San Luigi Gonzaga – Martini, Torino. «Studi recenti hanno dimostrato come la collaborazione tra specialisti aumenti la sopravvivenza dei pazienti, permettendo in molti casi di preservare le funzioni dell’organo colpito, a prescindere dal tipo di strategia terapeutica adottata».

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FonteFIALPO

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