Sanihelp.it – Il numero totale dei decessi per varie forme tumorali resta purtroppo alto, ma emergono forti differenze tra i vari Paesi. In particolare, il nostro Paese registra circa 14 mila decessi in meno rispetto ai livelli attesi sulla base della media europea. L’Italia si attesta quindi tra i Paesi con i dati migliori, come dimostra uno studio coordinato da Diego Serraino, consulente epidemiologo di Alleanza Contro il Cancro (Acc), la Rete Oncologica del Ministero della Salute che riunisce 27 Irccs in pubblicazione sulla rivista Cancer Epidemiology.
«Una quota significativa di decessi potrebbe essere evitata se tutti i Paesi raggiungessero i livelli medi europei» spiega Serraino, che aggiunge «le disuguaglianze restano un fattore determinante negli esiti di salute».
«Ci sono Paesi Ue che registrano una mortalità più elevata, soprattutto nell’Europa dell’Est come in Polonia, Ungheria, Romania e Bulgaria – continua Serraino – e proprio questi Paesi totalizzano complessivamente un eccesso rispetto alla media UE di 56mila decessi per cancro, eccesso che potrebbe essere evitato se si riallineassero appunto alla media europea anche attraverso misure e politiche di prevenzione mirate».
Ci sono anche differenze di genere: nel sesso maschile, l’eccesso di mortalità riguarda soprattutto i Paesi dell’Europa Orientale, mentre nel sesso femminile i dati sono superiori al previsto anche in Paesi come Germania, Paesi Bassi e Danimarca, cosa che sembra dovuta a un aumento dei casi di tumore al polmone nelle donne.
«Questi dati indicano che il livello di spesa sanitaria non è sufficiente a spiegare le differenze», sottolinea Serraino «pesano fattori organizzativi, sociali e culturali, come accesso alla prevenzione, programmi di screening e stili di vita».
Grazie a diagnosi precoce e cure sempre più efficaci contro i diversi tipi di cancro, si prevede che il numero di persone in vita dopo una diagnosi di cancro continui ad aumentare.



