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Muoversi contro la trombosi come Agostino Abbagnale

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Sanihelp.it – «Avevo 22 anni, appena tornato dai Giochi Olimpici di Seul, quando, dopo una sessione di allenamento, ho avvertito un leggero dolore al polpaccio; non vi ho prestato molta attenzione, ma dopo alcuni giorni il dolore è peggiorato e, dopo aver consultato molti medici, mi è stata diagnosticata una trombosi venosa profonda. Era il 1988 e non era facile ottenere una diagnosi e una terapia adeguate. Quindi, dopo alcuni mesi, il dolore e il gonfiore alla gamba sono tornati. Questa volta erano peggiorati e sono stato ricoverato in ospedale per una recidiva della trombosi. In quel momento, dopo aver scoperto di avere anche una forma ereditaria di grave trombofilia (deficit di proteina C), ho iniziato un trattamento anticoagulante a lungo termine». A parlare è Agostino Abbagnale, l’ex canottiere fratello di Carmine e Giuseppe, che ha raccontato la propria storia in occasione del lancio della Campagna Move Against Thrombosis (Muoviti contro la trombosi) promossa dalla International Society on Thrombosis and Haemostasis per la Giornata Mondiale della Trombosi.


«All'inizio è stato uno shock, dato che ero un giovane che aveva appena vinto una medaglia d'oro nel canottaggio e la Commissione Medica Olimpica Italiana mi aveva detto di interrompere l'attività competitiva» continua l’ex atleta. «In ogni caso, ho deciso di continuare ad allenarmi (anche se in modo meno intensivo) da solo, perché mi faceva sentire bene. Sono stato sostenuto molto dal mio medico (il dottor Franco Piovella di Pavia) nel continuare lo sport. Il dottore era anche molto attivo nel raccogliere studi su casi simili al mio (atleti in trattamento anticoagulante cronico) e nel presentarli alla Commissione Olimpica, tanto che, dopo sei anni, sono stato riammesso alle competizioni di alto livello e ho vinto altre due medaglie d'oro».

Una storia emblematica, quella di Agostino, che conferma il messaggio della campagna, ovvero l’importanza del movimento per contrastare la trombosi e per migliorare la circolazione sanguigna. «Ringrazio davvero questo medico che ha compreso il valore dello sport in questa situazione, quando non era chiaro a molti, e mi ha aiutato molto. Cerco anche di sostenere le persone, di solito giovani atleti, che mi chiamano per consigli perché stanno vivendo la stessa situazione avendo avuto una trombosi e trovandosi in trattamento anticoagulante a lungo termine» conclude Abbagnale. «D'altra parte, per quanto riguarda la trombosi stessa, mi ha causato solo qualche disagio alla gamba e il fastidio di dover usare calze elastiche».

Concludiamo ricordando i punti fondamentali per la prevenzione della trombosi: muoversi il prima possibile dopo essere stato costretto a letto, ad esempio dopo un intervento chirurgico, una malattia o un infortunio; alzarsi e muoversi ogni 60 minuti per 60 secondi quando si deve stare seduti per lunghi periodi di tempo, ad esempio se si sta facendo un lungo volo o un viaggio in macchina; svolgere regolare attività fisica; non fumare e mantenere il giusto peso.

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