HomeSalute BenessereVip e saluteIl figlio di Superman, Will Reeve, ha avuto un tumore ai testicoli

Il figlio di Superman, Will Reeve, ha avuto un tumore ai testicoli

Sanihelp.it – Era il 27 maggio 1995 quando Christopher Reeve, indimenticato Superman cinematografico, venne disarcionato da cavallo, restando paralizzato dal collo in giù. All’epoca il terzogenito Will aveva solo tre anni e crebbe guardando suo padre e sua madre, Dana Reeve, lottare per la sensibilizzazione e la ricerca sulle lesioni della colonna vertebrale attraverso la Christopher & Dana Reeve Foundation.  Ne aveva 12 quando nel 2004 il padre venne a mancare per un arresto cardiaco e solo due in più quando anche la madre morì a causa di un tumore ai polmoni.


Oggi Will Reeve ha 34 anni, è corrispondente di ACB News per Good Morning America e nei giorni scorsi ha rivelato, come riportato in esclusiva da People, di aver scoperto la scorsa primavera di avere un tumore ai testicoli. Ora che è stato dichiarato libero dal cancro, ha scelto di parlarne pubblicamente seguendo l’esempio dei genitori: ««Sono stato educato a condividere le proprie difficoltà se, facendolo, si possono aiutare gli altri».

Tutto è iniziato ad aprile, quando Reeve si è accorto, sotto la doccia, di un nodulo dolente su uno dei testicoli. Spinto dalla moglie (diventata tale solo pochi mesi prima) si è sottoposto a un’ecografia e, quindi, a maggio è stato sottoposto a un intervento di orchiectomia per la rimozione del testicolo malato. Reeve ha rivelato di aver fatto anche ricorso alla crioconservazione del liquido seminale per non precludersi la possibilità di avere figli.

I successivi esami hanno rivelato che il 95% del tumore rimosso era un carcinoma embrionale, una forma aggressiva della malattia, che ha reso necessario un altro intervento chirurgico di sei ore a inizio giugno per rimuovere decine di linfonodi nell’addome. La positività di alcuni linfonodi ha quindi reso necessario il ricorso a due cicli di chemioterapia.

«Non mi sfugge l’ironia del fatto che, 20 anni dopo la morte di mia madre per cancro ai polmoni al Memorial Sloan Kettering, io fossi nello stesso edificio a curarmi per un tumore», ha raccontato. «Stavo vivendo l’esperienza di vita di ciascuno dei miei genitori contemporaneamente. Essendo un paziente oncologico al Memorial Sloan Kettering, sperimentavo in prima persona ciò che aveva passato mia madre. Contemporaneamente, capivo meglio com’era stato essere mio padre negli ultimi nove anni della sua vita, in cui mia madre e la nostra famiglia si prendevano cura di lui. E io ero lì con mia moglie che, fin dal giorno in cui l’ho conosciuta, mi ha ricordato mia madre in così tanti modi, ora nel ruolo di moglie e caregiver».

Durante la chemio ha continuato a lavorare, utilizzando anche un casco refrigerante per non perdere i capelli. Grazie ai farmaci anti-nausea, non si è mai sentito veramente male, ma ha comunque fatto i conti con vari effetti collaterali come mal di testa continui e dolori ossei. L’8 settembre, all’ultimo controllo, è stato dichiarato libero dal cancro, ma dovrà sottoporsi a esami e analisi del sangue tre o quattro volte l’anno per monitorare eventuali recidive.

«Sono fortunato ad averlo scoperto presto. Sì, ho dovuto superare ostacoli non indifferenti per arrivare dall’altra parte, ma sarebbe potuto andare molto peggio se avessi ignorato la cosa o avessi rimandato la visita medica» ha concluso. «Questa esperienza mi ha insegnato a prestare attenzione al mio corpo e ad appoggiarmi alle persone che mi circondano».


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FontePeople

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