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Camminare velocemente o a braccia conserte, cosa dice della personalità

Sanihelp.it – A differenza della comunicazione verbale, che utilizza le parole, la comunicazione non verbale coinvolge i gesti, gli atteggiamenti, i movimenti del corpo e le espressioni facciali di una persona. Ecco perché a volte viene chiamata linguaggio del corpo. E tra i movimenti che ‘parlano’ a dispetto di noi stessi c’è il modo in cui camminiamo.


L’andatura, un’impronta che riflette la personalità e le emozioni

La nostra andatura è una porta aperta su chi siamo. La prova: si cammina nel proprio quartiere e si vede qualcuno avvicinarsi in lontananza. Senza sapere chi sia, si riconosce la sua camminata. Inconsciamente, il cervello guida e si è in grado di riconoscerlo senza che gli occhi lo abbiano identificato con precisione.

Se riusciamo a identificare qualcuno dalla sua camminata, è perché è personale per noi. E non è tutto: Osservare il corpo nel suo insieme ci permette di dedurre lo stato emotivo della persona. Una persona rilassata avrà un’andatura ampia, un corpo flessibile e gesti aperti. Al contrario, una persona irritata avrà movimenti a scatti, spalle tese e una rigidità generale del corpo. Una persona triste o depressa avrà la testa abbassata come il resto del corpo, camminerà piuttosto lentamente e guarderà in generale verso il basso, invitando a rimanere nei propri pensieri, mentre una persona entusiasta tenderà a tenere la testa alta e a guardare in lontananza.

Camminare velocemente: non è solo una questione di stress

Non tutti camminiamo naturalmente allo stesso ritmo. Ci sono molti fattori che influenzano la velocità di camminata: il tipo di corpo, l’altezza, il peso, la posizione dei piedi, ecc. Ognuno di noi ha una gamma unica di movimenti nelle gambe, il che significa che cammineremo naturalmente più o meno velocemente. Bisogna anche tenere conto delle proprie intenzioni.

A seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere, non si camminerà alla stessa velocità. Per esempio, se si è in ritardo per il treno o si ha fretta di vedere qualcuno, si accelerano i passi, muovendo le braccia per mantenere l’equilibrio, mentre quando si è tranquilli, senza un obiettivo particolare, si manterrà il proprio ritmo.

Camminare velocemente può essere sinonimo di stress, ma l’esperta ritiene che sia necessaria un’osservazione globale del corpo per poterlo dedurre. Una persona può camminare velocemente pur essendo rilassata, perché quella è la sua velocità. In questo caso, l’andatura è fluida. Al contrario, un’andatura a scatti, con le braccia che sbattono più ritmicamente del solito e una tensione muscolare generale, può essere indice di stress-

Infine la camminata veloce, associa a una postura verticale del corpo, è qualcosa che vediamo spesso nel mondo professionale, in particolare tra i manager, i direttori, i presidenti o le persone provenienti da ambienti cosiddetti ‘dominanti’. È un atteggiamento che invia segnali di sicurezza e di autostima e che i leader sono addestrati ad adottare, perché stabilisce il loro status professionale.


Camminare con le braccia incrociate, un segno di concentrazione… o di tensione

A differenza della camminata veloce, camminare con le braccia incrociate non è un fatto comune o una posizione naturale, in quanto le braccia contribuiscono all’equilibrio e al ritmo della camminata (è molto più probabile che le persone assumano questa posizione quando sono sedute). Tuttavia, è indicativa di una chiusura corporea spesso legata alla concentrazione.

La sua camminata sarà lenta, in linea con la lentezza dei suoi pensieri, che la portano a guardarsi dentro. Il corpo si chiude perché la mente si apra. Questo vale anche per gli insegnanti e i supervisori scolastici durante le pause, che si trovano effettivamente in situazioni di concentrazione e osservazione.

Ma camminare con le braccia incrociate può anche essere un segno di tensione. A volte vediamo persone che lasciano un gruppo e si dirigono verso un altro con le braccia incrociate. Questo può essere spiegato da un elemento di tensione che persiste dopo la precedente discussione con il primo gruppo, o semplicemente da un comfort posturale.

Anche in questo caso, è necessario osservare il corpo nel suo complesso per capire se la persona è tesa o meno. Infine, sottolinea che è abbastanza comune adottare la postura dell’interlocutore. Si tratta del fenomeno dei neuroni specchio. Ci si potrebbe quindi trovare a camminare con le braccia incrociate… semplicemente perché la persona con cui si sta camminando ha le braccia incrociate!

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