Sanihelp.it – Grazie a una tecnologia all’avanguardia un team di ricercatori della Northwestern University è riuscito a immortalare il momento in cui lo spermatozoo incontra la cellula uovo e, soprattutto, quello che accade in quel preciso momento: il rilascio, da parte della cellula uovo, di miliardi di atomi di zinco, a ondate paragonabili a scintille.
I ricercatori hanno lavorato per determinare quanto zinco c'è in una cellula uovo e dove si trova all'atto della fecondazione e nelle due ore successive. Dopo aver inventato un sensore fluorescente, hanno individuato quasi 8 mila compartimenti nell'uovo, ognuno contenente approssimativamente 1 milione di atomi di zinco. È proprio da questi compartimenti che, al momento della fecondazione, lo zinco viene rilasciato simultaneamente come scintille. Dopo una prima ondata se ne verificano altre 4-5 per ogni uovo.
Studiare lo zinco è un primo passo per comprendere più a fondo i meccanismi molecolari coinvolti nella nascita di una nuova vita: esso, infatti, è parte di un interruttore principale che controlla la decisione di crescere e trasformarsi in un organismo genetico completamente nuovo. In altre parole svolge un ruolo di primo piano nel regolare i processi biochimici che portano dalla cellula uovo all’embrione.
«La quantità di zinco rilasciato da un uovo potrebbe essere un marker ideale per identificare l'alta qualità di un uovo fecondato, cosa che adesso non siamo in grado di fare» spiegano i ricercatori. «Se riusciamo a identificare le uova migliori, un numero minore di embrioni potrebbe essere trasferito durante i trattamenti di fertilità». L’obiettivo, quindi, verso cui si muove la ricerca è quello di migliorare le tecniche di fecondazione artificiale.



