Enciclopedia medica
acetonemia
(o chetonemìa) accumulo patologico di
corpi chetonici come acetone, acido beta-idrossibutirrico, acido acetilacetico e acidi aminici nel sangue. Le cause possono essere di tipo dismetabolico (diabete insulino-dipendente,
glicogenosi,
iperglicinemia), oppure di origine
nutrizionale, derivate da insufficiente apporto di carboidrati rispetto agli acidi grassi, anoressia, stati febbrili, gastroenteriti, enteriti o alimentazione squilibrata.
In età pediatrica, soprattutto tra il terzo e il decimo anno, è frequente il cosiddetto vomito acetonemico, o vomito ciclico con acetonemia. A questa età, infatti, l'organismo incontra maggiori difficoltà nel mantenere costante il livello di glicemia, a causa del facile esaurimento delle scorte glicidiche.
Questo stato di intossicazione acidotica può generare sofferenza, prostrazione, cefalea, febbre, sonnolenza,ipereccitabilità e irrequietezza motoria, sete intensa e alito dal caratteristico odore di acetone. Generalmente il quadro regredisce in 24-48 ore con un trattamento adeguato il quadro, ma volte possono subentrare complicazioni gravi quali coma, crisi convulsive e meningismo.
Fonti
Ultima modifica: 03-02-2012
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