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I ginecologi: troppe 70 mila isterectomie all'anno

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Pubblicato il: 18-03-2010
Sanihelp.it - Il 60% delle donne a cui oggi viene asportato l’utero potrebbe ottenere una più efficace soluzione con un semplice dispositivo intrauterino e mantenere così la capacità riproduttiva. È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Acta Obstetricia et Gynaecologica che ha coinvolto 228 donne.

In Italia ogni anno vengono eseguite 70.000 isterectomie, decisamente troppe, anche perché spesso praticate in modo improprio, soprattutto per risolvere patologie benigne come le mestruazioni abbondanti: ne soffre il 20% delle pazienti che si rivolge al ginecologo ma sono ancora la maggioranza quelle che lo considerano un fatto fisiologico e sopportano disagi talvolta pesanti.

La comunità scientifica è concorde: il trattamento più favorevole è il sistema intrauterino a lento rilascio di levonorgestrel, raccomandato come prima scelta, che rappresenta una valida alternativa farmacologica a interventi demolitivi come l’isterectomia o l’ablazione endometriale.

La ricerca, pubblicata dall’Università danese di Aarhus, ha evidenziato l’importanza di proporre alle donne colpite da questo disturbo Mirena, il dispositivo intrauterino a rilascio di levonorgestrel, già indicato dalle linee guida internazionali e della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) quale metodo di prima scelta per affrontare i flussi eccessivi.

Mirena assicura maggiore appropriatezza terapeutica e minori costi, dal punto di vista psicologico e sociale, ma anche economico. Dopo un anno dall’inserimento più della metà delle pazienti ha notato una diminuzione del dolore mestruale. Può essere utilizzato anche durante l’allattamento e permette di recuperare completamente la capacità riproduttiva dopo la sua rimozione.

L’asportazione dell’utero resta il più diffuso intervento al mondo dopo il taglio cesareo. L'hanno subita negli USA e nel sud Australia una ultrasessentenne su tre, nel Regno Unito una su cinque.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIGO (SocietÓ Italiana di Ginecologia e Ostetricia)

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