Novità: la caffeina non è dopante
Le virtù energetiche della caffeina hanno fatto rientrare per trent'anni questa sostanza nell'elenco delle sostanze dopanti. Ma il caffè nuoce davvero allo sport?
Sanihelp.it - Lo sanno tutti,
la caffeina dà carica ed energia, ed è quindi un valido supporto nell’
attività sportiva.
La funzione rivitalizzante ed energetica di quest' alcaloide è ben nota a molti atleti che fanno uso, anche massiccio, della
caffeina per ottimizzare le proprie
performance fisiche.
E le associazioni
antidoping pongono da sempre la questione di quanta sia
la dose di caffè permessa agli sportivi per non essere additati come
dopati.
Innanzitutto bisogna specificare che a partire dal primo gennaio 2004, secondo la nuova normativa sancita dal
CIO (Comitato Olimpico internazionale) e dalla
WADA (World Anti-Doping Agency), la caffeina (così come la pseudoefedrina e la fenilpropanolamina) non è più considerata sostanza dopante e quindi il suo consumo legato allo sport non è più soggetto a sanzioni.
Inoltre, precedentemente a questo cambiamento, per rientrare fra coloro che si dopano era necessario superare i 12 mg di caffeina per litro di urina e tale quantità si raggiunge solo dopo avere consumato almeno dodici tazzine di espresso in un'unica assunzione!
Attenzione poi a non confondere caffeina con caffè. A volte il termine caffeina viene considerato sinonimo di caffè, mentre in realtà, parlando di consumo di caffeina da parte degli sportivi, ci si riferisce spesso ad analgesici contenenti questa sostanza.
In ogni caso, ricorda l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), è bene comprendere una volta per tutte che il caffè, in dosi moderate (300 mg al giorno), non può costituire un pericolo e anzi è indicato a tutti coloro che debbono sottoporsi a sforzi fisici e mentali.
Vediamo perché.
La caffeina (come la teofillina del tè e la teobromina della cioccolata) appartiene alla famiglia delle metilxantine, sostanze che stimolano il sistema nervoso centrale e la contrazione del muscolo cardiaco. Ciò vuol dire che assumendo caffè s’incrementa sia la frequenza sia la gittata cardiaca. Una simile azione dà beneficio a coloro che praticano sport di lunga durata e che necessitano di un cuore capace di funzionare a pieno regime.
Inoltre, grazie alla caffeina, la muscolatura liscia dei bronchi si rilascia, favorendo una migliore respirazione, necessaria durante la performance atletica.
Dunque caffè a gogo prima di fare sport?
Non proprio: ok a una bella tazzina prima di cominciare per darsi la giusta carica, ma la regola della moderazione è da non perdere mai di vista…
di Roberta Camisasca
Fonte: INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)
Tags: caffè, cuore, sistema nervoso, doping
Revisione: 29-06-2009