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Difficoltà verbali e motorie

Parole e gesti difficili? Può essere disprassia

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Pubblicato il: 15-03-2016

Un disturbo non comune e non grave, che però può compromettere la vita quotidiana dei bambini. I campanelli d'allarme per i genitori.

Parole e gesti difficili? Può essere disprassia © Thinkstock

Sanihelp.it - Colpisce 5-6 bambini su 100, di preferenza maschi, rendendo difficile azioni e gesti quotidiani, provocando un ritardo nell'acquisizione delle tappe di sviluppo motorio o del linguaggio. Goffaggine, semplificazione e povertà delle azioni motorie sono gli indicatori principali che rendono difficile anche fischiare, saltellare, ridere e organizzare giochi costruttivi.

Parliamo della disprassia, disturbo che può coinvolgere sia l’abilità motoria generale, che governa i muscoli più grandi o gruppi di muscoli, quelli cioè delle macro-azioni che fanno lanciare oggetti o salire le scale, e la motricità fine che riguarda i muscoli della mano, del piede o della bocca ostacolando la fluidità di movimenti utili a produrre parole, disegnare, fare un puzzle. L'entità della compromissione delle differenti abilità è variabile e modificabile in funzione dell'età. 

Causa: i neuroni motori, responsabili dei movimenti, che perdono efficacia nel trasmettere giusti messaggi per la coordinazione e la sequenza di movimento finalizzati a un obiettivo preciso. 

Niente a che vedere con deficit delle facoltà intellettive e cognitive, sebbene i piccoli potranno subire ritardi nell’imparare gesti intenzionali abituali, come vestirsi, deambulare, muovere lo sguardo, emettere suoni e parole, con possibili rallentamenti anche nell’apprendimento scolastico e nelle abilità lavorativa, nel caso il problema persista in età adulta.

Mancano ancora alcune risposte scientifiche sul perché di questo fenomeno, mentre sono più certi i benefici derivabili da un percorso logopedico e programmi di riabilitazione che si avvale di un mix di tecniche mirate al recupero verbale e all’apprendimento motorio finalizzato.

Obiettivo è consentire al bambino di vivere al meglio la quotidianità, imparando a gestire le difficoltà a vantaggio di un potenziamento dell'autostima, un migliore rendimento scolastico e una proficua integrazione con amici e compagni. 

Esistono alcuni campanelli di allarme che la mamma non deve sottovalutare: arrivare più in ritardo dei coetanei nell’apprendimento di azioni basiche come sedersi, rotolarsi, alzarsi, camminare, vestirsi, disegnare, usare il vasino, ma anche masticare e deglutire cibi solidi.

Altrettanto importanti sono alcune difficoltà motorie che possono indurre il bambino a inciampare o cadere spesso; comportamentali che mettono il piccolo a disagio nel confronto con gli altri; stati di ansia e agitazioni anomale; difficoltà di parola o ritardo nello sviluppo del linguaggio che rendono l’eloquio poco comprensibile o più da piccoli rispetto all'età.

«In presenza di queste situazioni – raccomanda la dottoressa Tiziana Rossetto, presidente della Fli (Federazione Logopedisti Italiani) – è bene rivolgersi al pediatra di famiglia o a un centro di neuropsichiatria infantile, dove l’esecuzione di test mirati all’età aiuteranno a escludere o a confermare la diagnosi e a intraprendere un percorso riabilitativo. 

Infatti la disprassia può presentarsi con varie forme – della deambulazione, dello sguardo, verbale, dell’abbigliamento, costruttiva – con il coinvolgimento di una sola o più abilità e con diversi gradi di intensità, dalla difficoltà lieve al disturbo grave.

Tuttavia l'intervento logopedico può alleviare disagi e disturbi specie se iniziato nei bambini molto piccoli, quando il cervello è molto plastico e può essere facilmente modificato. È nell’infanzia, infatti, che si creano nuove connessioni nel sistema nervoso e il bambino apprende nuove abilità e competenze. Pertanto più è precoce il trattamento terapeutico, maggiori saranno le possibilità di miglioramento.

Un percorso programmato può aiutare il bambino a coordinare i movimenti, gestire le difficoltà della vita quotidiana, sviluppare la produzione della parola e delle abilità linguistiche generali, lavorando anche sulla sua autostima e autonomia. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Federazione Logopedisti Italiani

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