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Intolleranze alimentari: arriva un nuovo test

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Pubblicato il: 14-02-2007

È preciso, efficace e specifico nella diagnosi: il nuovo test per le intolleranze alimentari arriva dall'America ed è oggi disponibile anche in Italia.

Sanihelp.it - È allarme nel mondo della medicina per l’aumento dei casi di intolleranze alimentari, documentato dal sempre crescente numero di persone che si rivolgono a dietologi e specialisti lamentando quadri clinici riconducibili all’assunzione di sostanze alimentari.

La medicina ufficiale sta lavorando per trovare metodologie diagnostiche specifiche. «I limiti di molti test oggi disponibili sono legati alla necessità di una lettura soggettiva dei vetrini da parte del medico», spiega il dottor Giuseppe Di Fede, Immunologo e Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano. «Infatti, mentre per le allergie alimentari è più agevole effettuare la diagnosi clinica e di laboratorio dato che è il paziente stesso a riferire i sintomi all’assunzione di un alimento, per le intolleranze le reazioni ritardate rispetto all’assunzione dei cibi rendono di difficile standardizzazione l’approccio diagnostico e clinico».

Dagli Stati Uniti arriva la risposta a questo problema: si chiama ALCAT® (Antigen Leucocyte Cellular Antibody Test), e rappresenta un notevole passo avanti nella standardizzazione della metodica diagnostica per le intolleranze alimentari. Il test utilizza una metodica in vitro su sangue intero che permette di avvicinare i risultati alla diagnostica in vivo: la reazione con i singoli estratti alimentari in gel (50 alimenti) – e non liofilizzati – viene messa a confronto con aliquote di sangue di controllo non esposte agli estratti alimentari. Dopo la separazione della frazione leucocitaria ogni aliquota viene analizzata, conteggiata e misurata attraverso uno strumento computerizzato che esprime la variazione del numero e della dimensione cellulare. I grafici del test, realizzati per singolo alimento, vengono sovrapposti al grafico di controllo permettendo la determinazione di classi di positività in base a quanto il campione si allontana dall’istogramma di controllo in termini di deviazioni standard.

Studi clinici effettuati utilizzando test ALCAT® hanno evidenziato un buon livello di correlazione (83,4%) con il test di provocazione orale a doppio cieco per gli estratti alimentari (dati ricavati da una ricerca che ha coinvolto 19 pazienti su ognuno dei quali è stata valutata una serie di 50 alimenti) e il 96% di correlazione per gli additivi alimentari (studio condotto su 26 pazienti a cui sono stati effettuati 76 test sugli additivi alimentari utilizzando il metodo della provocazione orale a doppio cieco con controllo placebo).

Il test kit di ALCAT®, sottoposto alla valutazione dell’FDA, ha dimostrato la sua affidabilità nei risultati rispetto agli altri test in commercio. Garanzia della validità dei risultati è stata la misurazione della potenza proteica (Protein Nitrogen Units), tanto che la stessa agenzia americana ne ha approvato l’utilizzo.

L’inserimento del test nella routine ambulatoriale è immediato grazie alla facilità d’uso da parte del medico e all’attendibilità con cui identifica alimenti potenzialmente reattivi nei pazienti con sospetta sensibilizzazione/intolleranza verso cibi che non si riescono a identificare.



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Redazione Sanihelp.it

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