Sanihelp.it – C’è il solare che è rimasto nascosto nell’armadio per un anno intero, quello mai finito dalla scorsa estate e quello ancora avanzato dalla settimana bianca. Cosa fare ora con questi prodotti? Buttare o non buttare un solare è una scelta che va ponderata con una certa attenzione. Se da un lato infatti le necessità economiche suggerirebbero di non eliminare un prodotto magari appena iniziato, quelle della pelle spesso indicano la strada contraria e questo per evitare rischi che vanno dalla possibilità di scottarsi a quella di sviluppare reazioni irritative e allergiche.
E allora sì al solare dello scorso anno ancora chiuso. Un prodotto avanzato dall’estate precedente può funzionare bene ma solo a condizione che sia stato trattato con una particolare cura. Oltre ad essere chiuso non deve essere stato tenuto al caldo e non deve aver subito spostamenti in macchina, in treno, in areo dove può aver subito brusche variazioni di temperatura che ne possono aver compromesso l’efficacia filtrante.
Al solare formato pocket per il viso oppure allo stick usato nella settimana bianca. I filtri hanno una durata media di circa un anno. Attenzione però ancora una volta a come il prodotto è stato conservato: se è rimasto a lungo nella tasca della giacca a vento mentre si prendeva il sole meglio buttarlo. Qualche dubbio? Come per qualsiasi altro cosmetico anche per solare vale la regola di annusarlo e di verificare il colore prima di applicarlo. Qualsiasi variazione sospetta è indice di un’alterazione della formula che può provocare una volta stesa fenomeni irritativi e allergici soprattutto in punti delicati come il contorno occhi.
Va tassativamente buttato invece il solare avanzato dalla scorsa estate. Il contatto con l’aria ma anche eventuali contaminazioni con sabbia e polvere determinano alterazioni che lo rendono pericoloso per la pelle sia perché non assicura più la protezione dichiarata sulla confezione, sia perché può provocare irritazioni.
Lo stick è rimasto chiuso nella sacca della spiaggia per tutta l’estate e i solari in cabina in attesa di essere usati? In questo caso il problema sono le elevate temperature che incidono anche sui filtri fotostabili diminuendo la loro capacità protettiva.
Avete fatto scorsa di solari l’estate passata e ora avete intenzione di usarli? Anche se sono perfettamente conservati ci sono alcune situazioni che suggeriscono di non farlo. Meglio innanzitutto ricordarsi di quello che è successo lo scorso anno. Se ci si è scottate o la pelle si è arrossata significa che l’indice protettivo del solare utilizzato è stato troppo basso, almeno nei primi giorni di esposizione: ci vuole un fattore più alto.
Anche la meta delle vacanze gioca un ruolo importante. Se si prevede di prendere il sole in alta montagna vicino a un ghiacciaio oppure su una spiaggia bianchissima occorre fare molta attenzione al sole riflesso che aumenta in maniera esponenziale la potenza dei raggi: serve un solare con SPF alto. Ci sono poi le condizioni personali da tenere in considerazione. Se si è iniziato ad assumere la pillola, si aspetta un bambino oppure si è entrate in menopausa un solare a basso indice protettivo è sconsigliato perché le variazioni ormonali aumentano il rischio di macchie scure: occorre quindi una protezione rinforzata contro le radiazioni Uva e Uvb.
E’ rimasto un solare dello scorso anno con un indice protettivo 30? Non va bene se ci si è appena sottoposte a un trattamento di medicina. Se la seduta è molto vicina alle vacanze sarebbe addirittura opportuno non stare al sole soprattutto dopo peeling e laser: in ogni caso per tutta l’estate solo protezioni molto alte onde arginare il rischio di macchie scure. Lo stesso vale se si è appena fatto un tatuaggio oppure in una zona dove c’è una cicatrice fresca.
Per risparmiare e non correre rischi occhio ai solari che si comprano. Ideale sarebbe pensarci un attimo prima di entrare in negozio magari stendendo una lista dopo aver fatto una riflessione attenta su quello che si prevede di fare in estate.
I formati maxi? Sono sicuramente convenienti ma funzionano bene solo se si faranno vacanze piuttosto lunghe oppure se si sceglie una formula che funziona per tutta la famiglia. Ideale è l’acquisto in questo formato del doposole che si usa in dosi generose e anche finite le vacanze. Le confezioni big sono invece uno spreco se si prevedono solo sporadici week end al sole oppure quando si è ormai sul finire della stagione.
Le travel size? Ecco la soluzione perfetta per coniugare il risparmio, la praticità e le esigenze della pelle. Il formato mini è una scelta intelligente innanzitutto perché consente di avere sempre a portata di mano il solare rispettando la buona regola di applicarlo in ogni occasione, anche quando si fa una gita in campagna, si gioca a tennis o semplicemente si passeggia sotto il sole. Se la confezione è ridotta poi è possibile acquistare più solari con indici protettivi diversi, dal più alto per i primi giorni di esposizione a quello medio man mano che ci si colora in modo da non lasciare mai la pelle scoperta al sole.



