Sanihelp.it – Il notevole abbassamento delle temperature porta con sè un aumento dei casi di influenza con il picco che secondo gli esperti arriverà tra fine anno 2024 e le prime settimane del 2025. Come difendersi? Ne abbiamo parlato con gli esperti che si aspettano quest’anno di dover affrontare un virus particolarmente insidioso, capace di lasciare strascichi importanti.
Gli specialisti spiegano che l’influenza può presentarsi con diverse forme di gravità e alcune fasce di popolazione, ad esempio i pazienti con malattie croniche possono facilmente sviluppare gravi complicanze influenzali come polmonite virale, polmonite batterica secondaria e peggioramento delle condizioni mediche sottostanti.
Come difendersi? Si può innanzitutto fare prevenzione rinforzando il sistema immunitario?
spiega la dottoressa Heide De Togni, Farmacista con Master in Fitoterapia Clinica Università di Siena e direttore scientifico di Schwabe Pharma Italia <è costituito da una complessa rete di cellule che hanno la funzione di proteggerci dagli agenti infettivi. Circa il 70% del nostro sistema immunitario risiede nel microbiota intestinale, risulta quindi necessario avere un microbiota intestinale sano e con una stabilità e biodiversità sia in termini di composizione che di funzione batterica>.
È possibile modulare la risposta immunitaria, permettendo di tenere »sotto controllo» la quantità di molecole necessarie per mediare l’infiammazione, in modo da avere una corretta risposta alle infezioni, attraverso una dieta equilibra ricca di micronutrienti contenenti zinco, selenio e vitamine del gruppo B, C e D, preferibilmente combinati ad estratti vegetali e ceppi probiotici selezionati per target di popolazione, come il Bifidobacterium animalis subs. lactis BI-04 o il Lactobacillus rhamnosus CRL 1505.
E se si viene contagiati, quali i consigli per fronteggiare i sintomi?
In presenza di sintomi, prosegue l’esperta, è opportuno seguire alcune semplici regole: rimanere a riposo e al caldo, bere molta acqua o liquidi per evitare la disidratazione, seguire una dieta che cerchi di escludere quanto più possibile cibi pesanti, fare scorta di vitamine e sali minerali per sostenere il sistema immunitario.
Ci sono campanelli d’allarme che possano suggerire un peggioramento delle condizioni e una possibile involuzione in forme gravi come bronchiti o broncopolmoniti?
I primi sintomi delle infezioni respiratorie sono sempre rappresentati da starnuti e scolo nasale, ma compare anche il mal di gola, a volte la febbre, la spossatezza generale e, successivamente la tosse. Se non adeguatamente trattata, questa infezione può portare a disturbi più complessi come la bronchite o la sinusite. Nel caso in cui i sintomi persistano o peggiorino è sempre necessario consultare il medico, per indagare in modo accurato ed approfondito.
Quali i rimedi più efficaci?
Esistono in commercio diverse molecole utili ad alleviare i sintomi correlati alle infezioni respiratorie, prosegue la specialista, ma esistono anche estratti, derivati da piante medicinali, che hanno anche un'azione antivirale, immunomodulante e secretolitica.
Un esempio è un farmaco tradizionale di origine vegetale, precisa la farmacista, contenente l’estratto standardizzato di Pelargonium sidoides EPs 7630. Il Pelargonium sidoides è una varietà di geranio di origine sudafricana con efficacia comprovata nel trattamento di sintomi come raffreddore, tosse e mal di gola.
Altre indicazioni per un recupero più veloce?
Per contrastare l’astenia profonda che lascia il virus influenzale di questa stagione può essere utile il supporto di uno adattogeno dal profilo farmacologico unico: Rodhiola rosea, nota come »oro giallo» per il colore accesso dei suoi fiori. Questa pianta medicinale agisce riequilibrando il sistema di adattamento allo stress, anche quello rappresentato da uno stato influenzale. Agisce sia a livello fisico nel riattivare l’energia metabolica, sia a livello mentale favorendo l’equilibrio dei neurotrasmettitori come serotonina e dopamina. Il beneficio raggiunge anche i livelli di cortisolo, chiamato appunto ormone dello stress.



