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Affollamento dentario, come risolverlo

Cura del sorriso

Sanihelp.it – Spiegarlo è semplice. L’affollamento dentario è una condizione in cui i denti non hanno abbastanza spazio per allinearsi correttamente all’interno dell’arcata dentale. Questo porta i denti a sovrapporsi e spostarsi in posizioni scorrette. L’affollamento può rendere difficile l’igiene orale, aumentando il rischio di carie e gengiviti, oltre a influire sull’estetica del sorriso e sull’occlusione, cioè il modo in cui i denti combaciano fra loro.


Il fenomeno riguarda circa la metà dei bambini tra gli 8-11 anni e, in particolare per l’arcata inferiore, oltre il 60% degli adulti di età compresa tra 18 e 50 anni. L’affollamento non trattato peggiora con il passare degli anni perché a causa dell’invecchiamento, il perimetro delle arcate dentarie si ristringe e i denti tendono a spostarsi e accavallarsi.

Il desiderio di un sorriso regolare, insieme alla preoccupazione delle conseguenze sulla salute della bocca, porta i pazienti a desiderare di risolvere la situazione con l’applicazione di un apparecchio. Ma è necessario procedere con cautela, per individuare il metodo più utile per il paziente, caso per caso.

«Innanzitutto», sottolinea Erica Barina, presidente di FACExp «è sempre necessario che sia un professionista, un ortodontista, a valutare se sia il caso di intervenire con un apparecchio correttivo, stabilendo modalità e durata del trattamento a seconda delle caratteristiche cliniche del paziente. Quando ci troviamo in situazioni critiche di affollamenti dentari severi, l’intervento precoce dell’ortodonzia può veramente essere cruciale e portare considerevoli vantaggi al paziente».

Se ad esempio, l’affollamento è dovuto a una differenza tra le dimensioni dei denti e delle ossa che devono accoglierli, l’estrazione di alcuni denti permette l’eruzione fisiologica degli altri denti con un allineamento spontaneo e l’armonizzazione dell’arcata dentaria. Per i bambini si può trattare di denti da latte e successivamente, con la crescita e in alcuni casi più gravi, di alcuni denti permanenti, spesso 2 o 4 premolari.

Si tratta di un approccio avallato dalla letteratura internazionale come particolarmente efficace nei bambini perché permette una maggiore stabilizzazione degli altri denti, in particolare degli incisivi.

In queste situazioni cliniche, con pazienti pediatrici, è importante una diagnosi precoce seguita da un accurato approfondimento diagnostico per intercettare il problema in modo da poterlo studiare, organizzare una terapia che accompagni la crescita del bambino e, seguendo protocolli clinici ormai ben collaudati e testati nel tempo, ottenere risultati straordinari con il minimo sforzo da parte del paziente ed i suoi genitori.


Poter dare un bel sorriso al bambino in crescita rappresenta uno degli obiettivi primari dell’ortodonzia intercettiva: una volta intercettato un aspetto clinico preoccupante, si approfondisce la diagnosi tramite fotografie extraorali ed intraorali del paziente, modelli delle arcate dentarie e due esami radiografici di routine che sono la panoramica dentaria e la teleradiografia cranica in proiezione laterolaterale per poter eseguire un tracciato cefalometrico.

Questa fase di approfondimento diagnostico rappresenta l’aspetto più importante perché permette di studiare in modo documentato e accurato la gravità della malocclusione e capire quale sia la soluzione migliore per affrontarla.

Anche nelle situazioni di affollamento grave degli adulti si è visto che la soluzione migliore può essere quella di ridurre la formula dentaria ottenendo l’allineamento spontaneo degli altri denti.

Si tratta di un approccio terapeutico che richiede competenza e preparazione nelle sue varie modalità di applicazione: tecnica nota da tempo, si è consolidata recentemente grazie al progredire delle conoscenze scientifiche, al rafforzamento dell’analisi diagnostico e alla condivisione di una corretta cultura della salute orale.

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