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Giornata mondiale contro il cancro

Sanihelp.it – In occasione della Giornata mondiale contro il cancro che anche quest’anno ricorre il 4 febbraio il Presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), Francesco Schittulli ha tenuto a sottolineare come n Italia si guarisca di più dal cancro, ma ci si continua ad ammalarsi.


Anche se oggi un tumore su tre si potrebbe evitare.

In Italia nel 2025 sono stati stimati circa 390mila nuovi casi di tumore. Un numero ancora elevato, nonostante il sia pur lento, ma progressivo, calo della mortalità e il miglioramento dei tassi di sopravvivenza.  I tassi di sopravvivenza a cinque anni sono in costante crescita e l’Italia registra una mortalità oncologica inferiore alla media europea, in particolare per i tumori della mammella, del colon-retto e del polmone. Un risultato riconducibile sia all’efficacia dei trattamenti che all’impatto degli screening e della diagnosi precoce. Tuttavia, persistono forti disuguaglianze territoriali nell’accesso alla prevenzione. Anche Diego Serraino epidemiologo e consulente di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute, per la Giornata ha cercato di tracciare il quadro attuale della situazione oggi.

«Secondo i più recenti dati europei, il 2026 si apre con una diminuzione dell’incidenza complessiva dei tumori pari all’1,7% in Europa e al 2,6% in Italia rispetto al 2022; un risultato attribuibile in larga parte – ha spiegato Serraino – a quanto osservato nella popolazione maschile, dove si registra una riduzione di circa l’1% l’anno, trainata dal calo dei tumori legati al fumo, in particolare del polmone».

«Siamo finalmente all’inizio di una discesa quantitativa dei tumori in Europa e in Italia – ha sottolineato Serraino – un risultato che conferma l’efficacia delle politiche adottate». Il quadro resta invece più critico per la popolazione femminile: in diversi Paesi europei, soprattutto nel Nord e nell’Est del continente, l’incidenza rimane elevata, riflettendo l’ondata più tardiva del consumo di sigarette tra le donne. «La Danimarca rappresenta oggi il Paese con la più alta incidenza oncologica in Europa, in particolare per tumore del polmone – ha proseguito Serraino – e del colon-retto nelle donne, a fronte di carenze evidenti nelle politiche di prevenzione primaria e secondaria». Secondo l’epidemiologo, inoltre, la riduzione della mortalità oncologica è ormai un dato consolidato; tuttavia, come ricordano le istituzioni europee, cancer is a disease of inequalities e non dipende solo dal livello di spesa sanitaria, ma da un insieme di investimenti e scelte di programmazione. Permangono infatti forti differenze tra Paesi e aree geografiche, in particolare nell’Europa orientale, anche se con quadri interni non omogenei.

Per affrontare queste disuguaglianze, l’Europa ha rafforzato gli strumenti di monitoraggio attraverso l’European Cancer Inequalities Registry e l’European Cancer Information System, sui cui dati ACC è impegnata in prima linea per documentare l’impatto delle politiche sanitarie e individuare margini di intervento. «Anche in Italia – ha concluso – persistono differenze territoriali, in particolare tra Nord e Sud, ma il divario si è significativamente ridotto rispetto a un decennio fa; un’evoluzione che conferma il valore della prevenzione, della programmazione e dell’uso sistematico dei dati come leve centrali per il contrasto ai tumori».

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