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Carbofobia, stop ai falsi miti sulla pasta

Sanihelp.it -In occasione del World Pasta Day del 25 ottobre, Corposostenibile, centro specializzato in Nutrizione Integrativa, fa chiarezza su uno degli alimenti più amati e al contempo penalizzati dalle diete: la pasta. Spesso considerata la prima nemica da eliminare per perdere peso, la pasta viene riabilitata dalla nutrizionista e co-founder Angelina Galiulina e dal co-founder Matteo Sciaudone. L’obiettivo dell’approfondimento è smontare i falsi miti su carboidrati, orari dei pasti e compensazioni punitive, proponendo un approccio sereno, scientifico ed equilibrato al cibo.


I falsi miti su pasta e dimagrimento

Secondo Galiulina, l’errore principale è giudicare il singolo alimento isolandolo dal contesto globale. Non è la pasta a far ingrassare, poiché il peso aumenta solo quando si introducono più calorie di quante se ne consumano. Uno studio italiano su oltre 23.000 persone evidenzia infatti che chi consuma pasta con regolarità all’interno della dieta mediterranea presenta un IMC e una circonferenza vita mediamente più bassi.

Eliminare i carboidrati non garantisce una dieta migliore: a parità di calorie e proteine, la perdita di grasso è analoga. Inoltre, trasformare la pasta in un “premio” del weekend innesca abbuffate reattive. Il cibo non è un nemico, ma un alleato.

Anche il divieto di consumare la pasta a cena è infondato. A parità di apporto calorico giornaliero, il corpo non distingue l’orario di assunzione: il metabolismo rimane attivo anche di notte e i carboidrati serali aiutano il recupero per chi si allena nel tardo pomeriggio. Infine, dopo un pasto abbondante non servono digiuni punitivi o sessioni d’allenamento risarcitorie: l’aumento di peso sulla bilancia il giorno dopo è legato principalmente all’acqua e alle riserve di glicogeno. La scelta migliore è semplicemente ritornare alla solita routine.

Come consumare la pasta in modo equilibrato: 4 consigli

  1. La porzione è un riferimento, non una legge: la quantità standard dei LARN è di 80 grammi di pasta secca, ma va personalizzata in base a fame e attività fisica. Pesare il piatto le prime volte aiuta la percezione visiva senza ossessioni.

  2. Abbinare gli ingredienti: la pasta non va mangiata isolata. L’associazione con proteine (legumi, pesce, uova, carne o latticini) e verdure garantisce un pasto completo e saziante.

  3. Gestire i condimenti: non occorre demonizzare i sughi ricchi: una carbonara può diventare un ottimo piatto unico se affiancata da un contorno di verdure.

  4. Frequenza flessibile: la pasta si può mangiare anche tutti i giorni, alternandola con altre fonti di carboidrati quali riso, patate, pane o legumi.

In conclusione, Galiulina e Sciaudone ricordano di gustare la pasta seduti a tavola, senza distrazioni tecnologiche: mangiare distratti riduce il senso di sazietà e porta a consumare più cibo nei pasti successivi.


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