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Abbronzata d’inverno? Occhio ai rischi

I pericoli delle lampade Uv

Sanihelp.it – Per sfoggiare un bel colorito abbronzato anche d’inverno sono in tanti a ricorrere all’illusione abbronzante delle lampade Uv. Non senza correre rischi per la propria pelle, come ribadisce l’associazione di consumatori Altroconsumo nel rendere noti i risultati di un’inchiesta, condotta in 50 centri abbronzanti di otto città italiane, che ha analizzato difetti e lacune delle strutture deputate a questi servizi.


I centri abbronzanti dovrebbero essere gestiti con la massima efficienza e professionalità, se si pensa che l’Organizzazione mondiale della sanità ha elevato le lampade UV alla categoria di cancerogeno di massimo rischio.

L’inchiesta dimostra al contrario che i cittadini non sono tutelati: scarse informazioni preventive, scarsa attenzione alla salute dei clienti. Solo 15 centri su 50 passano l'esame degli esperti. I controlli delle Asl, se ci sono, sono ad armi spuntate. In un quadro normativo inesistente, eccetto per il Piemonte.

Solo nel 20% dei casi l’operatore era a conoscenza del fatto che i minori non possono accedere a queste strutture. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro afferma infatti il rischio di tumore cutaneo aumenta del 75% se la tintarella diventa un’abitudine prima dei trent’anni.
Nel 30% dei casi non sono stati consegnati gli occhialini. Nel 78% dei centri non sono state fatte domande per stabilire il tipo di pelle. In nessun centro sono stati consegnati opuscoli informativi dove si citassero i farmaci fotosensibilizzanti, come antibiotici o antinfiammatori, per evitare l’insorgere di macchie scure o arrossamenti.

Altroconsumo ha inviato una lettera al viceministro della Salute per denunciare il degrado del settore, privo di regole condivise e applicate e di controlli sull’efficacia dei macchinari e sulla preparazione del personale.

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