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Manifesto #Sharethesolution

Sanihelp.it – La malattia di Crohn (MC) è una malattia infiammatoria cronica intestinale che può colpire qualsiasi parte del tratto  gastrointestinale.

È caratterizzata dalla presenza di ulcere intestinali che, se non curate adeguatamente, possono causare  complicanze come stenosi, fistole o ascessi.

Tra le più comuni complicanze della malattia vi sono le fistole perianali, semplici  o complesse, ovvero anomali condotti comunicativi che mettono in relazione il canale anorettale con i tessuti circostanti. 

«La malattia di Crohn insieme alla colite ulcerosa costituisce il gruppo delle malattie infiammatorie croniche intestinali e in  Italia ne sono affette 250.000 persone. Sono circa 100.000 i pazienti affetti da malattia di Crohn a livello nazionale. Il 20 %  di questi può andare incontro alla complicanza della malattia perianale e di questi oltre il 50% è destinato a sviluppare la più  comune manifestazione di questa complicanza: le fistole perianali»– spiega Alessandro Armuzzi, Responsabile Unità IBD – IRCCS Humanitas Research Hospital; Professore Ordinario di Gastroenterologia presso Humanitas University; Segretario  della European Crohn´s and Colitis Organization.

Che problemi possono dare le fistole?

Spiega Antonino Spinelli, Responsabile Unità Chirurgia del Colon e del Retto – IRCCS Humanitas Research  Hospital; Professore Ordinario di Chirurgia presso Humanitas University; Segretario Generale European Society of  Coloproctology – ESCP; Membro SICCR: «Le fistole perianali nei pazienti con malattia di Crohn sono definite  semplici quando sono superficiali e coinvolgono la parte più esterna del canale anale, mentre sono chiamate complesse  quando compromettono una significativa porzione del canale e presentano orifizi multipli esterni e ascessi. Il trattamento  ottimale prevede sia la chirurgia che la terapia medica. A livello farmacologico un’evoluzione significativa in termini di  beneficio arriva da nuovi approcci terapeutici che si basano sull’impiego di medicinali per terapie avanzate, le cosiddette  ATMP»

Migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da MC e malattia fistolizzante oggi è possibile anche se il quadro d’accesso è ancora complesso e frammentato e presenta delle limitazioni strutturali, economiche e gestionali che vanno abbattute.

Per questa ragione, è nato  il Manifesto#Sharethesolution come connettore tra mondo clinico e associativo e quello delle istituzioni.

Il Manifesto vuole creare sinergie e dialogo consapevole affinché le istituzioni affrontino e discutano il tema, con l’obiettivo di consentire, semplificare e agevolare l’accesso del paziente alle terapie innovative per il trattamento della malattia fistolizzante.

Il Manifesto #Sharethesolution è stato realizzato con il patrocinio di AMICI Onlus, Associazione Nazionale per le Malattie

Infiammatorie Croniche dell'Intestino e SICCR, Società Italiana di Chirurgia Colo-Rettale e con il contributo non condizionato

di TAKEDA Italia.

«La malattia di Crohn e le fistole perianali complesse, protagonisti del Manifesto #Sharethesolution  rappresentano una condizione molto debilitante per i pazienti che devono gestire sintomi non comuni che riguardano le  complicanze più complesse della malattia perianale, di cui si parla troppo poco e per la quale è necessaria un'azione in  sinergia tra AMICI – Istituzioni e aziende farmaceutiche. – dichiara Salvo Leone, Direttore Generale AMICI ONLUS,  Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell'Intestino – Un paziente con fistole è una persona la cui  vita è seriamente compromessa sul piano della salute, della qualità di vita, della realizzazione personale, professionale e  sessuale. È un ambito che deve essere preso in carico dal sistema di cura, che deve garantire interventi terapeutici a tutti  coloro che ne hanno bisogno. Per questo serve il supporto da parte del sistema nel suo complesso, – continua Salvo Leone – partendo dai clinici, organizzati in team multidisciplinari, fino alle Istituzioni della salute che devono garantire sostegno in  tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi alla cura ivi incluso l’accesso alle terapie di ultima generazione». 

L’approccio terapeutico per la gestione delle fistole richiede il coinvolgimento di un gruppo multidisciplinare di esperti, tra  cui gastroenterologi, chirurghi e radiologi. Il trattamento è una combinazione tra terapia medica e chirurgica.

Per il  trattamento delle fistole perianali più complesse, o nei casi in cui le fistole presentano una risposta inadeguata alle terapie  convenzionali, è possibile ricorrere ai medicinali per terapie avanzate (ATMP). 

«Queste nuove opzioni hanno il potenziale per migliorare la qualità di vita dei pazienti e quindi è urgente renderle disponibili  e accessibili. È possibile ricorrere alle ATMP (Advanced Therapy Medicinal Products) quando non è presente una risposta  adeguata alle terapie convenzionali» – dichiara il Prof. Antonino Spinelli. – Queste strategie innovative sono in grado di  trattare patologie croniche ed invalidanti con buone prospettive di cura. In quest’ottica ritengo sia molto importante il lavoro  congiunto di Associazioni Pazienti e Comunità scientifica finalizzato all’elaborazione del Manifesto #Sharethesolution. Con  questo strumento chiediamo alle Istituzioni di intervenire per rendere disponibili queste innovazioni terapeutiche abbattendo  ogni barriera di tipo gestionale, tecnico ed economico che ne possa limitare l’utilizzo» conclude il Prof. Alessandro  Armuzzi. 

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