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Estate: ecco perché riscoprire la Dieta Mediterranea

Sanihelp.it – Secondo un'analisi della Coldiretti sui dati Istat pubblicati e diffusi in occasione di uno dei primi week end segnati dall'arrivo del caldo a un passo dall'estate,   il 33,7% della popolazione italiana adulta è in sovrappeso, mentre il 10,8% ha problemi di vera e propria obesità. Recentemente il Ministero della Salute ha ricordato in una nota che l’obesità rappresenta sia un fattore di rischio per diverse patologie, sia è una malattia cronica progressiva e recidivante, anche quando negli stadi iniziali, non si associa ad alcuna complicanza.


Gli Italiani, inoltre, si lasciano sedurre da cattive abitudini alimentari, dalla sedentarietà e più in generale scelgono uno stile di vita non abbastanza salutare. 

Quasi 1 italiano su 2 soffre di disturbi e/o patologie legate a questi comportamenti, per un dato complessivo pari al 44,5% della popolazione adulta.

Una situazione particolarmente grave, che lancia un allarme in termini di salute pubblica e che preoccupa anche la stessa Coldiretti che ricorda come l'Italia sia pur sempre leader mondiale nella qualità dell'alimentazione e delle materie prime nel settore alimentare. 

Ecco dunque, che bisognerebbe riscoprire che il Nostro è il Paese della Dieta Mediterranea e che seguirla potrebbe migliorare la salute di tutti.

Per fortuna durante la recente giornata del Cibo sostenibile la Coldiretti ha evidenziato come circa 25 milioni di italiani hanno acquistato cibo dai contadini trainati da una nuova sensibilità verso i cibi salutar i ma anche per recuperare un contatto diretto con chi coltiva i prodotti che portano in tavola. A spingere la spesa dall’agricoltore è soprattutto la possibilità di trovare prodotti stagionali, a km zero e di qualità.

Nei mercati dei contadini di Campagna Amica è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte.

Ma le vendite dirette con gli acquisti a km zero tagliano anche del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali secondo l’Ispra e garantiscono un contributo importante alla lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici che provocano danni e vittime in tutto il mondo. E aiutano a mangiare secondo quanto suggerisce la dieta Mediterranea.

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