Sanihelp.it – Negli ultimi 12 mesi, i social sono stati invasi da contenuti su dieta chetogenica, detox, ipocalorica e digiuno intermittente.
Un’ondata di post, reel e consigli virali che ha raggiunto, solo in Italia, ben 310 milioni di utenti, promettendo trasformazioni lampo e risultati spettacolari.
Cosa si cela, effettivamente, dietro l’apparente efficacia delle diete di tendenza?
Secondo una recente review scientifica alcuni di questi regimi alimentari potrebbero mettere a rischio la salute delle ossa.
Per esempio la Dieta chetogenica popolarissima tra chi cerca risultati rapidi è stata finora oggetto di pochi studi riguardo ai suoi possibili effetti sulla salute delle ossa in età adulta.
Tuttavia, ci sono motivi per ritenere che una dieta chetogenica possa ridurre la qualità delle ossa. Per quanto riguarda le diete ipocaloriche severe la perdita di peso non si ferma alla massa grassa: in obesi adulti, una dieta ipocalorica severa può compromettere la qualità del tessuto osseo, rendendo le ossa più fragili e vulnerabili.
Per quanto riguarda il Digiuno intermittente sempre più diffuso, ma ancora sotto osservazione ha ripercussioni sulle ossa ancora non chiare: gli studi mostrano dati contrastanti e servono ulteriori ricerche per capire se sia davvero sicura a lungo termine.
«Le evidenze scientifiche internazionali ci dicono che per prevenire la fragilità ossea serve un approccio integrato che combini corretti stili di vita, attività fisica mirata, alimentazione ricca di calcio, vitamina D e, quando necessario, un supporto farmacologico mirato – commenta la Prof.ssa Giulia Letizia Mauro, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi di Palermo e Direttore del Dipartimenti assistenziale di riabilitazione fragilità e continuità assistenziale A.O.U. Policlinico Palermo – Regimi alimentari non bilanciati e allenamenti non idonei, spesso diffusi online e senza solide basi scientifiche, possono avere effetti negativi sul metabolismo osseo. Prima di lasciarci tentare dall’ultima dieta virale, fermiamoci un attimo e consultiamo uno specialista qualificato: la salute delle ossa non è un dettaglio trascurabile, ma un investimento fondamentale per il nostro futuro».
In un’Italia che invecchia rapidamente e fa i conti con l’aumento delle malattie croniche, l’osteoporosi rappresenta una sfida enorme ma anche un’opportunità di cambiamento.
Oggi sono oltre 4 milioni gli italiani colpiti da questa patologia silenziosa, quasi l’80% sono donne e il numero è destinato a crescere al pari dell’onere sociale ed economico che ad esso si accompagna.
Le fratture da fragilità, che colpiscono soprattutto polso, omero, vertebre e femore, costano infatti ogni anno al Sistema Sanitario circa 10 miliardi di euro tra cure, riabilitazione e ricoveri.
A questi si aggiungono gli impatti indiretti: giornate lavorative perse, isolamento sociale, depressione, perdita di autonomia.
Se non si agisce oggi, entro il 2034 le fratture potrebbero aumentare del 20%, arrivando a toccare quota 700.000 casi l’anno.
Un trend preoccupante che può – e deve – essere invertito.
La campagna di informazione NON ROMPERLE! promossa da Italfarmaco con il patrocinio di Fedios – Federazione Italiana Osteoporosi e malattie dello Scheletro, nasce proprio con questo obiettivo: informare, sensibilizzare la popolazione e proteggere il futuro per invertire la rotta.
Per promuovere la conoscenza sulla salute delle ossa, un motor-home farà tappa in 8 città italiane – Genova, Torino, Varese, Pavia, Ancona, Bari, Battipaglia e Frosinone – in un tour di 16 giorni.
A bordo, specialisti del metabolismo osseo.
Non mancheranno incontri informativi gratuiti per aiutare i cittadini a prendersi cura della salute delle proprie ossa.
L’iniziativa è attiva anche online su www.nonromperle.it, dove sarà possibile trovare contenuti informativi, aggiornamenti sulle tappe e approfondimenti utili per ogni fascia d’età.



