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Crohnostorie

Sanihelp.it – Crohnostorie. Storie di chi affronta la Malattia di Crohn ogni giorno è una campagna di sensibilizzazione per portare allo scoperto il vissuto dei pazienti con Malattia di Crohn per sensibilizzare il pubblico su questa patologia e sull’importanza di riconoscerne i sintomi principali.


La campagna ideata da AbbVie in collaborazione con AMICI Italia ETS e IG-IBD è incentrata su una installazione di grande impatto comunicativo che intende focalizzare l’attenzione sui principali bisogni dei pazienti e, nel corso dei prossimi mesi, si svilupperà mediante una web series di 7 episodi, diffusa attraverso i canali digital e social di AbbVie.

Lo scopo è portare il vissuto della Malattia di Crohn nella sua complessità sotto la luce del sole: per il lancio dell’iniziativa è stato scelto un evento di sensibilizzazione che si è svolto i in piazza del Cannone a Milano.

Una installazione di forte impatto visivo, un totem bifacciale espositivo con due wc sospesi, è stato allestito nella piazza per richiamare subito l’attenzione e avvicinare il pubblico alla comprensione della malattia, rimandando immediatamente al sintomo più noto, l’urgenza intestinale.

I due wc sembrano strappati dalle case dei pazienti con Malattia di Crohn e portati all’aperto, davanti a tutti, per affrontare con un vasto pubblico l’urgenza di riconoscere i sintomi della malattia. Il totem è  stato anche punto di informazione dove è stata raccontata l’iniziativa, per facilitare la comprensione della malattia, con distribuzione di materiale informativo e QR code che rimanda alla pagina web ufficiale del progetto »Mondo MICI» www.mondomici.it.

Dopo questo primo evento la campagna prende vita sui canali digital e social ​con una web series di 7 puntate.

I protagonisti sono pazienti e medici che parlano della propria esperienza con la malattia e di come riconoscere i sintomi che troppo spesso si confondono con quelli di altre patologie.


«La Malattia di Crohn si manifesta con una sintomatologia che spesso spaventa il paziente e i familiari. La diagnosi molte volte avviene dopo che il paziente si è recato in pronto soccorso a seguito di sintomi acuti» dichiara il Prof. Massimo Fantini, Segretario Generale IG-IBD, Gruppo italiano per lo studio delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino – «In caso di diagnosi tardiva, alcuni pazienti rischiano di dover subire un intervento chirurgico. Per questo, la diagnosi precoce è di fondamentale importanza, potendo limitare l’impatto della malattia sulla vita delle persone, non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo ed economico».

«Molti pazienti con Malattia di Crohn si rassegnano a una qualità della vita ridotta, compromessa da sintomi debilitanti, come il dolore addominale, la diarrea cronica, l'urgenza evacuativa e la stanchezza, che impattano sul loro benessere psicologico, sulla socialità e sulla vita lavorativa – sottolinea il Prof. Alessandro Armuzzi, Presidente Eletto ECCO – European Crohn’s and Colitis Organisation -. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, gli obiettivi del trattamento si stanno concentrando sulla remissione clinica, sulla guarigione della mucosa intestinale, e sull’assenza di disabilità, migliorando il controllo della malattia e, quindi, la qualità di vita, senza dover ricorrere all’intervento chirurgico. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nella gestione della Malattia di Crohn. È importante continuare nel miglioramento della conoscenza dei campanelli d’allarme che dovrebbero condurre il paziente da uno specialista gastroenterologo».

Oltre ai sintomi fisici, la Malattia di Crohn può avere un impatto significativo sul benessere dei pazienti. Indagini condotte in Europa e in Italia hanno evidenziato come circa il 71% degli intervistati con Malattia di Crohn si dichiari preoccupato in merito alla comparsa della successiva riacutizzazione.

L’11,3% dei pazienti con un controllo non ottimale della patologia riferisce di dover usufruire di giorni di malattia rispetto all’1,9% dei pazienti con controllo ottimale. Il 23% dei pazienti con Malattia di Crohn in Italia riferisce una perdita di produttività lavorativa.

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