Sanihelp.it – Sono molte le persone nel mondo che lamentano una cattiva qualità del sonno: c’è chi non riesce a prendere sonno e chi frammentato.
Per dormire bene la notte è fondamentale puntare su uno stile di vita sano ed equilibrato, non appesantirsi troppo la sera a cena, evitare di consumare bevande eccitanti dopo le 17 e non portarsi device elettronici in camera da letto, oltre a cercare di dormire in una stanza nè troppo calda nè troppo fredda e opportunamente oscurata.
Se nonostante tutti questi accorgimenti il sonno è ancora latitante a suggerire un nuovo rimedio è uno studio pubblicato sulla rivista Food and Function e condotto presso l’Università di Barcellona.
Gli autori dello studio hanno incluso nel lavoro di ricerca 76 giovani adulti di età compresa fra i 20 e i 35 anni. Lo studio è stato strutturato in due fasi: durante la prima, metà partecipanti per 8 settimane hanno consumato ogni sera a cena 40 g di noci, mentre l’altra metà dei volontari non hanno consumato nè noci a cena nè nessun altro tipo di frutta secca. Alla fine delle 8 settimane, entrambi i gruppi per due settimane non hanno seguito alcuna indicazione alimentare.
Alla fine delle due settimane sempre per 8 settimane i volontari che avevano consumato noci a cena sono stati invitati a non consumarne e a non assumere alcun tipo di frutta secca, mentre quelli del gruppo 2 hanno consumato 40 g di noci ogni sera. Durante le 18 settimane di studio tutti i volontari si sono impegnati a fornire campioni di urina per monitorare i livelli di melatonina e tutti durante lo studio, per una settimana hanno indossato dei dispositivi di monitoraggio del sonno, dei livelli di attività, della temperatura cutanea e dell’esposizione alla luce.
I ricercatori, inoltre, hanno stabilito anche un punteggio globale sulla qualità del sonno, tenendo conto di quattro aspetti del riposo notturno ovvero Latenza del sonno (il tempo necessario per addormentarsi); Efficienza del sonno (il tempo trascorso dormendo come percentuale del tempo trascorso a letto); Numero di risvegli; Quantità di tempo trascorso svegli dopo essersi addormentati. Quando i volontari di entrambi i gruppi hanno mangiato le noci è stato rimarcato un un aumento significativo della produzione di melatonina serale, è stata notata una riduzione del tempo di addormentamento e sono stati rilevati punteggi più alti nella qualità globale del sonno.
I volontari, infine, quando hanno mangiato noci hanno anche riferito una minore sonnolenza diurna. Lo studio non era scevro da errori : è stato condotto su un piccolo numero di partecipanti e lo studio è stato finanziato dalla California Walnut Commission (anche se gli autori hanno affermato che l’organizzazione non ha avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio o nell’interpretazione dei dati).
I partecipanti erano ben consapevoli di mangiare noci e quindi questo fattore potrebbe averli condizionati. Durante le settimane che hanno consumato le noci, inoltre, i partecipanti sono stati invitati a seguire la Dieta Mediterranea quindi anche altri alimenti potrebbero aver contribuito al miglioramento della qualità del sonno.



