Sanihelp.it – Durante Fiera del fare Sanità – Welfair evento che si è concluso a Roma la settimana scorsa è stato toccato il tema della longevità nella tavola rotonda dal titolo Longevità 2.0: tra miti dell’anti-aging e realtà scientifica. A illustrare le più recenti evidenze scientifiche che collegano alimentazione e invecchiamento in salute è stato Raffaele Migliorini, Coordinatore Generale Medico Legale dell’INPS.
«La nutrizione è una delle variabili più controllabili e più impattanti sulla qualità del nostro invecchiamento- ha spiegato Migliorini- Una regola d’oro, confermata da molti studi, è ridurre il quantitativo di calorie quotidiane: è un fattore che favorisce i meccanismi della salute e il mantenimento delle funzioni durante l’invecchiamento».
Gli studi longitudinali condotti dalle Università di Montreal e Harvard mostrano che una dieta prevalentemente vegetale, con un apporto equilibrato di proteine e grassi di qualità, rappresenta il modello alimentare più favorevole alla longevità.
Questa plant-based diet prevede una quota di proteine anche animali (circa un quarto del totale), l’utilizzo di grassi buoni come l’olio extravergine d’oliva, un’adeguata idratazione e regolare attività fisica.
Tra i nutrienti chiave per la longevità emergono gli acidi grassi Omega 3, fondamentali nel controllo dell’infiammazione, e i polifenoli, composti vegetali che favoriscono i processi biochimici legati alla giovinezza cellulare. Le ricerche mostrano una diffusa carenza di Omega 3 nella popolazione: in Italia i livelli medi raggiungono appena il 4%, contro l’8% raccomandato. Un’assunzione quotidiana di almeno 500 mg di polifenoli, presenti in frutti di bosco, cacao, tè e frutta colorata, si associa invece a un migliore invecchiamento.
Migliorini ha ricordato anche: «L’importanza di aumentare sempre di più il quantitativo di frutta e verdura nella nostra alimentazione, favorendo varietà e colore, per garantire fibre, polifenoli e antiossidanti». Le fibre, infatti, regolano il microbiota intestinale, elemento chiave per la salute e il controllo dell’infiammazione.
Tra gli alimenti consigliati figurano mango e papaya, oggi coltivati anche in Italia: il mango, in particolare, riduce la glicemia e l’infiammazione ed è considerato un nuovo superfood della longevità.
I modelli più virtuosi arrivano dalle zone blu del mondo – Okinawa (Giappone), Nicoya (Costa Rica) e Ogliastra (Sardegna) – dove la popolazione vive più a lungo e meglio. Le diete di queste aree condividono una base vegetale, ricca di Omega 3 e polifenoli: tè verde e curcumina in Giappone, mango e caffè in Costa Rica, formaggi ovini in Sardegna, fonti naturali di acido linoleico coniugato, un nutriente simile agli Omega 3.



