HomeDietaPer molti l'obesità continua a non essere una malattia multifattoriale

Per molti l’obesità continua a non essere una malattia multifattoriale

Sanihelp.it – In occasione della recente giornata dell’Obesity Day sono stati presentati i risultati emersi da uno studio condotto in 14 Paesi e pubblicato da Ipsos: due terzi delle persone obese in Italia si sentono in colpa per la loro condizione, nonostante l’OMS abbia classificato l’obesità come una malattia.


Nello specifico lo studio ha confrontato le percezioni delle persone affette da obesità (3.094) e di quelle non affette dalla condizione (11.406) in 14 Paesi: in Italia le persone affette da obesità sono meno convinte dell’efficacia delle soluzioni basate esclusivamente sullo stile di vita. Solo la metà (52%) è d’accordo sul fatto che dieta ed esercizio fisico da soli possano risolvere l’obesità per la maggior parte delle persone” una percentuale notevolmente inferiore alla media globale (63%).

Tuttavia, solo un terzo (34%) riconosce che “a genetica e la biologia siano le cause primarie dell’obesità, indicando incertezza sulla natura dell’obesità come malattia. Allo stesso tempo, più di tre quarti (77%) riconoscono anche che l’obesità è una condizione medica che richiede una gestione continuativa. Questi dati sottolineano la stessa contraddizione osservata a livello globale: un conflitto tra comprensione razionale e convinzione interiorizzata.

Più di otto persone su dieci (84%) affette da obesità hanno cercato o preso in considerazione consigli sulla perdita di peso, ma solo tre su dieci (30%) hanno consultato un medico in merito al proprio peso nell’ultimo anno, sebbene gli italiani si siano mostrati molto meno propensi a provare una dieta alla moda rispetto alla media globale (20% contro 33%).

Per le persone affette da obesità che non hanno recentemente consultato un medico in merito al proprio peso, l’ostacolo principale si è rivelato la paura di fallire, con il 32% che cita il timore di non riuscire a mantenere i cambiamenti raccomandati.

Tuttavia, coloro che hanno consultato un medico per la gestione del proprio peso riferiscono che le raccomandazioni erano generalmente incentrate su cambiamenti dello stile di vita, come mangiare in modo più sano (57%), fare più esercizio fisico (56%) e mangiare porzioni più piccole (34%). Tali indicazioni rafforzano l’idea che l’obesità sia principalmente una questione di disciplina personale piuttosto che una malattia che richiede una gestione medica a lungo termine. Un’ulteriore evidenza che emerge come tema rilevante a livello globale. Rispecchiando anche uno schema osservato a livello globale, la ricerca evidenzia lacune di conoscenza in Italia rispetto all’impatto dell’obesità sul rischio di sviluppare malattie specifiche. Nonostante quasi la metà (46%) delle persone affette da obesità si preoccupi spesso dei futuri problemi di salute, solo il 46% pensa che il diabete di tipo 2 sia causato direttamente o in gran parte dall’obesità. La consapevolezza dell’impatto dell’obesità sulle malattie cardiache è invece più alta (56%), ma solo il 23% associa l’obesità ad alcuni tipi di tumore. 

In Italia, l’impatto dell’obesità sulla vita quotidiana è particolarmente significativo. Nel complesso, le persone affette da obesità sono meno soddisfatte della propria salute fisica di 23 punti percentuali rispetto alle persone non affette, un divario più ampio rispetto alla media globale (19 punti). L’impatto negativo del peso sulla soddisfazione per la propria vita è più forte in ambiti quali l’alimentazione e le abitudini alimentari (89%) e la fiducia e l’autostima (88%). Le persone che convivono con l’obesità sono notevolmente meno propense rispetto alla media globale a sentirsi spesso a disagio o in imbarazzo a causa del proprio peso (25% contro 35%) o giudicate per il proprio aspetto (22% contro 35%) a causa del proprio peso. Tuttavia, persiste lo stereotipo negativo della pigrizia, con il 36% delle persone affette da obesità che si sente percepito/a in questo modo contro il 19% di coloro che non sono affetti da obesità.


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FonteIpsos

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