D-dimero (D-D)

D-dimero

Sigla: D-D
Sinonimi: Prodotti di degradazione della fibrina, FDP, D-dimer

Descrizione

Il D-dimero รจ un prodotto di degradazione della fibrina stabilizzata, generato quando la plasmina dissolve i coaguli. La sua presenza nel sangue indica che si รจ verificata sia la formazione di fibrina (coagulazione) sia la sua successiva lisi (fibrinolisi). รˆ il test di prima linea per escludere il tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda e embolia polmonare) nei pazienti con probabilitร  clinica pre-test bassa o intermedia. Il D-dimero ha elevata sensibilitร  ma bassa specificitร  per il tromboembolismo venoso: un valore normale esclude con alta probabilitร  la trombosi, ma un valore elevato non la conferma e richiede imaging diagnostico. Numerose condizioni cliniche diverse dalla trombosi possono elevare il D-dimero.

Preparazione all'esame

Non รจ richiesto il digiuno. Il prelievo va effettuato in provetta con citrato di sodio. Segnalare gravidanza, interventi chirurgici recenti, traumi, immobilizzazione, neoplasie note, terapia anticoagulante in corso.

Valori di riferimento

Varia con il metodo: generalmente <500 ng/mL (o <0.5 ยตg/mL FEU). Con l'etร  si utilizzano cut-off aggiustati: etร  x 10 ng/mL per pazienti >50 anni (es. 600 ng/mL per un 60enne). In gravidanza i valori aumentano fisiologicamente.

Interpretazione dei risultati

Il D-dimero va sempre interpretato nel contesto della probabilitร  clinica pre-test, valutata con score come il Wells o il Geneva. In pazienti con probabilitร  bassa o intermedia, un D-dimero negativo esclude il tromboembolismo venoso con valore predittivo negativo >95%, evitando esami imaging non necessari. In pazienti con probabilitร  alta, il D-dimero non รจ utile e si procede direttamente con l'imaging. Per migliorare la specificitร  nei pazienti anziani, si utilizza il cut-off aggiustato per etร  (etร  x 10 ng/mL oltre i 50 anni). Il D-dimero รจ utile anche nella diagnosi di CID (elevato), nel monitoraggio della terapia trombolitica, nella stratificazione prognostica dell'embolia polmonare e nella valutazione delle recidive trombotiche.

▲ Valori alti

Il D-dimero elevato si osserva in numerose condizioni: trombosi venosa profonda e embolia polmonare, coagulazione intravascolare disseminata, trombosi arteriosa (infarto miocardico, ictus), post-chirurgia e traumi, gravidanza (aumento fisiologico, soprattutto nel terzo trimestre), neoplasie, infezioni severe e sepsi, epatopatia, insufficienza renale, malattie infiammatorie croniche, etร  avanzata, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ustioni. Post-COVID si osservano frequentemente elevazioni prolungate del D-dimero. La bassa specificitร  rende il D-dimero utile solo per escludere, non per confermare, la diagnosi di tromboembolismo.

▼ Valori bassi

D-dimero basso o normale indica assenza di significativa attivitร  coagulativa e fibrinolitica recente. In un paziente con sospetto clinico di tromboembolismo venoso e probabilitร  pre-test non alta, un D-dimero normale esclude la diagnosi con elevata affidabilitร . Falsi negativi (D-dimero normale con trombosi presente) sono rari ma possibili in trombosi molto recenti (<6-12 ore), trombosi croniche stabilizzate, trombosi distali isolate, pazienti in terapia anticoagulante.

Quando rivolgersi al medico

Il D-dimero elevato in un paziente con sospetto clinico di trombosi venosa profonda (dolore, gonfiore, arrossamento di un arto) o embolia polmonare (dispnea improvvisa, dolore toracico pleuritico, tachicardia, emottisi) richiede imaging urgente (ecocolordoppler venoso, angio-TC polmonare). D-dimero molto elevato (>10 volte il normale) con calo di fibrinogeno e piastrine suggerisce CID e richiede valutazione urgente. In gravidanza, valori elevati associati a ipertensione e proteinuria richiedono esclusione di preeclampsia e HELLP. Il D-dimero non va richiesto in assenza di sospetto clinico specifico.

Esami correlati

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Ultimo aggiornamento: | Autore: Redazione SaniHelp.it