Un italiano su tre crede essere allergico, il 20% lo è davvero. Allergie alimentari, rinite allergica, asma bronchiale, allergie professionali e immunoterapia, alcuni dei temi trattati dagli specialisti riunitisi a Roma.
L'efficacia dell'immunoterapia
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«Questo tipo di terapia è esattamente equipollente a un farmaco normale – aggiunge il Professor Giorgio W. Canonica – superando tutti quei pregiudizi che si erano consolidati e che risultano assolutamente infondati. Non funziona sul sintomo ma sul cambiare la problematica immunologica del paziente, e quindi è un controller della terapia. In Italia l’80% del mercato dei vaccini è sublinguale, per motivazioni culturali. La migliore terapia è però quella disegnata sul paziente, perché non ce n’è una giusta in assoluto. Le linee guida non devono vincolare, ma dare le raccomandazioni corrette affinché il medico le possa applicare al singolo paziente. A oggi le percentuali di successo sono molto ampie, molto di più rispetto al passato, per vari motivi: innanzitutto per la qualità del prodotto, poi per le condizioni scientifiche che abbiamo a disposizione, e che ci permettono di scegliere le giuste terapie. Manca ancora, però, il “biomarker” predittivo di risposta, ossia la consapevolezza in anticipo che un paziente risponderà o non risponderà alla terapia. Ma questo discorso vale anche per tante altre terapie».
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