La dottoressa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta di Roma, ci guida alla scoperta del dèjà-vu: un fenomeno dalle poche certezze che affascina e stupisce
L'ipotesi neurologica
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Secondo Susumu Tonegawa, biologo premio Nobel per la medicina (1987), il déjà vu sarebbe un errore della memoria episodica, cioè una temporanea impossibilità del giro dentato ippocampale (area encefalica che funge da scrigno dei ricordi) di svolgere il proprio compito di riconoscimento di luoghi. Questa ipotesi è anche nota come ipotesi neurologica.
Quando ci troviamo di fronte a un luogo non conosciuto, un gruppo di neuroni (place cells) genera una mappa neurale che ci permette di riconoscere quel luogo ogni volta che ci troviamo lì.
Quando ci troviamo di fronte a un luogo non conosciuto, un gruppo di neuroni (place cells) genera una mappa neurale che ci permette di riconoscere quel luogo ogni volta che ci troviamo lì.
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