Sanihelp.it -È un gesto semplice, quasi balale. Eppure prima di diventare genitori non si ha coscienza di quanto possa generare esitazioni e dubbi. Il problema sta nel fatto che la grande varietà di pannolini disponibili può mettere in crisi anche i più sicuri. La soluzione migliore? Informarsi e chiedere consiglio all’ostetrica e al pediatra. Ecco comunque qualche suggerimento che arriva dalla dottoressa Cosma Padula, coordinatrice delle ostetriche all’Ospedale Santa Maria di Bari.
Ci sono pannolini di qualità e non. Il primo fattore da tenere in considerazione, e anche il più importante quando si parla di pannolini, è l’assorbenza. Quanto più un pannolino riesce a restare asciutto, tanto più la pelle del bambino non diventa umida e non rischia di arrossarsi e irritarsi.
Le dimensioni contano. E non poco visto che la capacità di assorbenza e in generale la buona tenuta di un pannolino dipendono dalla taglia. È importante quindi sempre regolarsi nella scelta della taglia giusta in base al peso del bambino per evitare modelli troppo stretti che danno fastidio e anche troppo larghi che non contengono.
Lei e lui hanno bisogno di pannolini diversi. Il sesso del bambino non incide sulla tipologia del pannolino da utilizzare. L’unica differenza dipende dalla parte del pannolino che risulta sempre più bagnata ossia quella anteriore per i maschietti e quella centrale e posteriore per le femminucce: in entrambi i casi comunque un cambio frequente è la miglior garanzia che la pelle rimanga asciutta.
Normale» o a mutandina? Per la corretta igiene del bambino è consigliabile utilizzare sempre il pannolino tradizionale per avere una maggiore assorbenza e quindi la massima tutela della pelle dei più piccoli. La mutandina può essere utile nel momento in cui si decide di svezzare il bambino dal pannolino per abituarlo e preparalo ad avere una maggiore autonomia nei suoi bisogni fisiologici.
Il pannolino giusto per la pelle che si arrossa. Il problema va affrontato a monte. Il fatto che la pelle si arrossi e si irriti può dipendere infatti dalla scarsa assorbenza di un pannolino di bassa qualità ma anche, e soprattutto, dai tempi del cambio. Il consiglio è quindi quello di cambiare il pannolino ogni tre ore al massimo senza aspettare che il bebè pianga.
Il pannolino in piscina. Laddove sia richiesto, i neonati possono mettere i pannolini specifici monouso che si possono acquistare in qualunque negozio di prodotti dell’infanzia. Sarebbe meglio evitare però il pannolino in acqua lasciando il bambino con il costume per il tempo del bagnetto e facendogli indossare subito dopo un pannolino tradizionale: è più comodo per le mamme e utile anche per evitare irritazioni.
I pannolini lavabili: pro e contro Oltre all’eccessivo impegno che comporta l’uso di questo tipo di pannolini, il lavaggio non sempre assicura un’igiene ottimale. Il rischio è quindi quello di far entrare in contatto la delicata pelle del neonato con possibili germi dovuti a residui che non vengono ben rimossi oppure ad un’asciugatura frettolosa.
Per orientarsi al momento dell’acquisto. Qualunque sia la marca, i pannolini prendono come riferimento per la scelta il peso del neonato.
2-5 kg: sono i pannolini che accompagnano il bebè nei primi giorni di vita.
3-6 kg: servono nei primissimi mesi di vita.
5-9 kg: questa è la taglia da usare quando il neonato comincia a crescere, in generale intorno al 4°-5° mese
9-11 kg: quando il bimbo avrà circa un anno probabilmente userà i pannolini di questa taglia.
oltre 12 kg: quando il bimbo sarà cresciuto questi saranno i pannolini giusti per lui.
Nel dubbio meglio comunque prendere pannolini leggermente più grandi. Se il bambino pesa 6 chili, ad esempio, è è preferibile prendere pannolini di taglia 5-9 e stringerli un po’ di più piuttosto che prendere quelli dei 3-6 chili che possono essere stretti. Un trucco semplice è far passare il pollice tra la pancia del piccolo e il pannolino: se non ci si riesce è troppo stretto. Attenzione poi che quando si cambia il pannolino non si dovrebbero mai trovare segni sul pancino.
Le mosse giuste All’inizio può sembrare difficile. Ma basta davvero un po’ di esperienza cambiare il pannolino diventa un gesto che procede spedito e senza intoppi. Importante seguire alcune semplici regole, fondamenti per la sicurezza e il benessere del piccolo.
Tutto a portata di mano ll bebè non va lasciato mai solo, neppure un attimo, quando si cambia il pannolino. In casa, dove in genere si procede con maggior frequenza al cambio, è bene attrezzare un’area dove ci sia tutto quello che serve. I pannolini, innanzitutto, ma anche la bacinella per il lavaggio, il detergente, la salvietta e le salviettine imbevute, la pasta per il cambio e magari anche qualche piccolo giochino perché i più grandicelli possano distrarsi mentre li si cambia. Buona regola è anche quella di aprire già il pannolino pulito e sistemarlo vicino in modo che sia facilmente raggiungibile senza doversi spostare dal piccolo.
Solo in sicurezza Fondamentale cambiare il piccolo sul fasciatoio oppure su qualsiasi altra superficie piatta purchè sia stabile e non presenti rischi di caduta; meglio sempre coprire il tutto con un telo apposito ad azione assorbente oppure un asciugamano morbido.
Stop al rossore Nell’area del pannolino, dove la delicata pelle del neonato si trova a contatto con agenti particolarmente irritanti come l’umidità e le feci, è facile che compaiano arrossamenti. Si parla infatti in questo caso di dermatite da pannolino, un problema non grave ma che deve essere trattato subito perché se trascurato può dar luogo alla comparsa di dolorose vesciche e ulcerazioni.
Per prevenire e curare gli arrossamenti è importante tenere il neonato pulito e asciutto cambiando spesso il pannolino, sia quando il piccolo fa pipì sia quando defeca, e pulendolo sempre bene ad ogni cambio. Se il rossore è già presente meglio usare per il lavaggio della zona amido di riso o avena colloidale che aiutano a lenire l’irritazione e attenuare il prurito senza aggredire la pelle. Ma meglio rivolgersi al pediatra se la dermatite dopo tre giorni anziché migliorare peggiora, se compaiono bolle e lesioni, papule e croste ma anche nel caso in cui il rossore si estenda oltre l’area del pannolino e il bebè dia segni di sofferenza.
Ogni volta che si cambia il pannolino è bene applicare nella zona un sottile strato di una crema specifica anti-arrossamento con ossido di zino che funziona come una barriera creando un film protettivo, tenace e duraturo, in grado di isolare la cute dall’ambiente esterno e nello specifico da agenti irritanti come la pipì e le feci.
In alternativa si possono usare pomate alla calendula lenitiva e addolcente. In ogni caso appena possibile il bambino va lasciato con il sederino scoperto perché la traspirazione è fondamentale per prevenire i rossori.



