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La dermatite seborroica infantile

Grazie al contributo del professor Francesco Bruno (www.francescobrunodermatologo.it) e degli specialisti dell'Italian Acne Board, scopriamo cos'è la dermatite seborroica. In particolare, Iria Neri, Beatrice Raone e Annalisa Patrizi del Gruppo di Ricerca in Clinica Dermatologica Università di Bologna, affrontano la dermatite seborroica infantile.


La dermatite seborroica infantile (DSI) è una patologia frequente che si manifesta nei primi tre mesi di vita e in particolare tra la
III e la VIII settimana. I dati relativi all’epidemiologia sono scarsi; maschi e femmine sembrano essere colpiti nella stessa misura e non sembra via sia un’ereditarietà della malattia.

Le cause della malattia non sono ancora note. Alcuni autori correlano la DSI all’attività degli ormoni androgeni trasmessi dalla madre al neonato per via transplacentare e di conseguenza considerano come dermatite seborroica solo i casi che si manifestano entro i 3 mesi di vita; mentre le forme che persistono andrebbero rivalutate sul piano diagnostico e inquadrate come manifestazioni precoci di psoriasi o forme iniziali di dermatite atopica. Un’aumentata attività delle ghiandole sebacee non può comunque essere l'unica causa, in quanto gli androgeni trasmessi dalla madre al neonato sono presenti sin dai primi giorni di vita, mentre la DSI si esprime clinicamente dalla terza o quarta settimana.

Tra i possibili fattori favorenti sono stati segnalati un deficit nella dieta materna di biotina, di zinco e un alterato metabolismo neonatale o una carenza di acidi grassi essenziali. Anche fattori locali quali topici occlusivi o indumenti, in grado di indurre ritenzione di sebo o aumento del sudore, potrebbero favorire l’insorgenza della DSI.

Le principali forme di DSI sono quattro: crosta lattea, crosta lattea con impegno delle pieghe, napkin psoriasis e forma eritrodermica desquamativa, detta anche malattia di Leiner. La crosta lattea si presenta con squame giallastre e untuose e si tratta di una variante scarsamente infiammatoria che colpisce il cuoio capelluto, ma che può interessare anche il volto (fronte, glabella e sopracciglia). La crosta lattea con impegno delle pieghe è caratterizzata dal coinvolgimento sia del cuoio capelluto e del volto, sia delle grandi pieghe, specie quelle inguinali, ascellari e del collo. La napkin psoriasis viene considerata da alcuni autori una variante di DSI, mentre da altri una forma di psoriasi del lattante. Inizialmente si ha il coinvolgimento dell’area gluteo-perineale coperta dal pannolino, con un quadro di semplice dermatite irritativa da contatto non responsiva ai trattamenti, che assume improvvisamente un aspetto congestionato con eritema rosso vivo accompagnato da lesioni a distanza di tipo psoriasico.

La diagnosi di DSI è generalmente clinica e solo raramente si ricorre alla biopsia cutanea. Non è sempre facile distinguere la dermatite seborroica da quella atopica, anche perché possono essere presenti contemporaneamente nello stesso paziente o la dermatite atopica può seguire una dermatite seborroica. Anche la diagnosi differenziale tra DSI e psoriasi può risultare assai difficile, in quanto in età neonatale e infantile la psoriasi coinvolge in genere le pieghe e l’area del pannolino.

La terapia è locale, in quanto l’evoluzione è solitamente autorisolutiva nell’arco di alcune settimane o mesi. A livello del cuoio capelluto gli oli emollienti o le emulsioni sono utili per allontanare le squame. Per le aree delle pieghe e per l’area del pannolino vengono impiegati blandi antisettici, antimicotici in latte o crema e paste all’ossido di zinco. La detersione può essere effettuata con detergenti oleosi e sono consigliati lavaggi frequenti. In caso di napkin psoriasis, sulle lesioni psoriasiche può essere di aiuto l’applicazione di creme emollienti e idratanti, così come di dermocosmeceutici ad azione anti-infiammatoria.


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