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Che cos’è lo stress?

Speciale stress

Sanihelp.it – Come ci spiega la dottoressa Michela Rosati, psicologa e psicoterapeuta a Terni, specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale, con il termine stress ci riferiamo a un fenomeno piuttosto complesso, che si verifica tutte le volte che il nostro organismo deve rispondere a delle richieste da parte dell’ambiente. Anche se siamo abituati a utilizzarlo in un’accezione prevalentemente negativa, associandolo a tensione, ansia, preoccupazione, non sempre le cose stanno così.

È grazie alla reazione di stress, infatti, che quando siamo di fronte a una sfida o una minaccia, il corpo può attivare delle risorse per proteggerci, permettendoci o di fuggire il più velocemente possibile o di lottare. Chi è stato sorpreso all’improvviso da forti scosse di terremoto, ad esempio, può essersi trovato di fronte alla necessità di correre fuori rapidamente o di liberare qualcuno dalle macerie. Ma per farlo ha avuto bisogno di più forza, più energia e prontezza. In casi come questo il nostro corpo produce maggiori quantità di alcune sostanze chimiche, come il cortisolo, l’adrenalina e la noradrenalina, in grado di innescare in brevissimo tempo tutte quelle modificazioni psicofisiche che, potenziandoci, ci permettono di difenderci al meglio in una situazione pericolosa o impegnativa. 

In psicofisiologia, quindi, si distinguono due forme di stress: se l’organismo possiede già le risorse necessarie per adattarsi al nuovo evento o condizione, avrà un tipo di reazione che chiameremo stress buono o eustress, mentre se si verifica uno squilibrio (reale o percepito) tra le richieste ambientali e le risorse dell’individuo, parleremo di stress cattivo o distress.

Il primo a utilizzare il concetto di stress in ambito medico fu H. Selye, che mutuò il termine dall’ingegneria, riferendosi alla deformazione di un dato materiale sottoposto a un certo carico. Noi possiamo dunque reagire ai carichi della vita in modi diversi.

Questo può dipendere da molte variabili:
• Dalla natura degli agenti stressanti (gli stressors, a volte collegati a una determinata circostanza e di breve durata, come stare in coda al semaforo, altre volte ben più persistenti, come quelli relativi ai problemi nelle relazioni, a un familiare malato, o a una situazione di mobbing sul posto di lavoro).

• Dalle risorse che sentiamo di avere per ammortizzare gli effetti degli stressors.
• Dalla vulnerabilità personale allo stress cattivo.
• Dallo stile e dalle strategie con cui in genere affrontiamo gli eventi che ci capitano.

Per questo una situazione può essere più o meno stressante a seconda della persona che la sperimenta, in base alle sue caratteristiche soggettive e al suo ambiente fisico o sociale.

In generale, comunque, lo stress negativo è piuttosto diffuso nella popolazione e, specialmente quando è cronico, costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose patologie, come le malattie cardioischemiche, cerebrovascolari, metaboliche o i disturbi psichiatrici, come ormai molti studi scientifici dimostrano. 

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