Sanihelp.it – Un team di ricercatori dell'Università di Alberta ha scoperto che una molecola (GM1) già nota per altre malattie è compatibile per la cura dell'Huntington. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Lo studio ha consentito di verificare che la GM1 nel cervello a livelli normali significa un ritorno delle abilità motorie a pochi giorni dalla loro perdita. I dettagli sono ancora in definizione ma è possibile che nasca una collaborazione tra il gruppo di ricerca coordinato dalla dottoressa Simonetta Sipione e il reparto di neurologia dell'Università di Alberta. Obiettivo? Sviluppare una terapia nel breve periodo.
La ricerca ha raccolto gli entusiasmi della Huntington Society of Canada, che ha finanziato il lavoro: «Lo studio ha dimostrato per la prima volta che in un modello della malattia di Huntington il trattamento ripristina uno stato effettivamente normale e non solo leggermente migliore». L’intento degli studiosi è verificare la possibilità di invertire i danni cognitivi causati dalla malattia grazie al trattamento con la GM1; come sottolinea Sipione: «Visti i risultati nella fase di test si può immaginare che la molecola possa lavorare anche su sintomi cognitivi causati dalla malattia».



