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Autostima: un seme da coltivare con amore

Sanihelp.it – Dal 6 al 12 giugno un'originale installazione  ha illuminato Largo Greppi a Milano trasmettendo un messaggio chiaro ed efficace rappresentato dalla scritta: Mi piaccio così. L’istallazione ha sponsorizzato La Giornata dell'Autostima, un appuntamento gratuito e aperto al pubblico  che ha ottenuto anche il Patrocinio del Comune di Milano , ideato da Dove per celebrare il valore dell'autostima e il ruolo fondamentale che occupa nella vita di tutti.

Questa giornata evento rientra nell’ambito del Dove Progetto Autostima, attivo globalmente in 150 Paesi con l’obiettivo di aiutare, entro il 2030, 250 milioni di bambini e adolescenti a migliorare la propria autostima attraverso un programma educativo gratuito e accessibile a tutti.  Ieri sera, dunque, Milano ha fatto da cornice a un momento di discussione e sensibilizzazione su diversi temi legati al valore dell’autostima, dal ruolo della famiglia e della scuola alle parole tossiche legate alla bellezza sui social, dagli stereotipi sulla perfezione al valore dell’inclusività.

Un modo per far riflettere, soprattutto le nuove generazioni, sull’importanza di esprimere la propria bellezza senza farsi condizionare da canoni estetici dannosi e irreali che oggi più che mai sono presenti dentro e fuori i social network minando la sicurezza dei più giovani.

La serata ha preso l’avvio  riflettendo sui dati emersi dalla ricerca Beauty Confidence ed Autostima di Dove dalla quale è emerso che in Italia il 75% delle donne e ragazze hanno una media o bassa autostima e le immagini di donne ritoccate e diffuse da media e social network impattano negativamente nella vita di 1 donna italiana su 2.

Il 75% delle ragazze e l'81% delle donne coinvolte nella ricerca, inoltre,  avverte questa alterazione e quasi 7 donne e ragazze su 10 sono d'accordo sul fatto che le immagini proposte non somiglino per nulla alle donne reali.

La location dell’evento Dove, molto interattiva resta aperta al pubblico anche giovedì 16 giugno con ingresso libero e offre un'esperienza  immersiva a tutte le persone che scelgono di visitarla.

All'interno della struttura è stato costruito uno speciale percorso che si snoda attraverso 4 aree interattive dedicate a specifici temi.

 

In ognuno dei 4 photo boot, il visitatore può vivere una situazione unica e originale che lo invita a riflettere sui messaggi attorno ai quali è stato costruito l'evento, dal valore dell'unicità dell'individuo alla celebrazione della bellezza senza filtri, dal ruolo (e il condizionamento) dei social network all'importanza di sapersi proteggere da parole tossiche, stereotipi e pregiudizi.

Nello specifico i 4 photo boot sono così strutturati

«IO SONO»: viene data la possibilità, a tutti i partecipanti, attraverso alcuni fili colorati, di tracciare una vera e propria mappa di sé, rispondendo ad alcune domande e mettendo in relazione tra loro 70 parole. L’installazione vuole celebrare l’originalità di ogni individuo e, nello stesso tempo, il valore sociale di questa unicità.

«NO FILTER NEEDED»: gli ospiti vengono immersi in veri e propri filtri, da attraversare uno dopo l’altro, per ritrovarsi poi alla fine davanti ad uno specchio, soli con la propria immagine. L'obiettivo è di far riflettere sull’impatto che i filtri sui social network hanno in relazione alla percezione della propria immagine con l’intento di celebrare la bellezza senza filtri di ogni individuo.

«PAROLE TOSSICHE»: gli ospiti si trovano coinvolti in una shit storm, una tempesta di messaggi negativi e tossici, simbolo dell’odio che molto spesso si riscontra nei social network. Come proteggersi da questa tempesta di odio? Semplicemente ignorandola con un ombrello, metafora dell’autostima che ci permette di non essere distrutti dalle parole tossiche, dagli stereotipi e dai pregiudizi che ci circondano quotidianamente dentro e fuori i social network.

«RISCRIVIAMO LA BELLEZZA: l’ambientazione è un bagno, luogo non casuale, scelto perché da sempre identifica la stanza nella quale ognuno di noi fa i conti con le proprie fragilità e insicurezze. Qui una bilancia invita gli ospiti a salirci su per scoprire, sul ledwall di fronte a loro, dei messaggi legati alla bellezza che ovviamente non sono condizionati al peso o ad una valutazione puramente fisica.

«PHOTO BOOT PROGETTO SCUOLA»: il photo booth dedicato al progetto scuola di Dove, infine,  è un’installazione completamente immersiva che consente, attraverso suoni e immagini, di condividere alcuni dei contenuti degli oltre 500.000 bambini che negli ultimi 4 anni hanno partecipato all'iniziativa.

 

La serata del 15 giugno è stata contraddistinta  da 3 diversi panel, di esperti e volti noti del mondo dei social network  così suddivisi

Le Età dell'Autostima (parole chiave del panel: AUTOSTIMA, GIOVANI, FAMIGLIA, SCUOLA, FORMAZIONE) con la partecipazione di Stefania Andreoli (psicoterapeuta – ha evidenziato quanto sia importante l'autostima per i più piccoli ma anche per gli adolescenti), Sandro Marenco (conosciuto come il Prof. dei social – ha raccontato la sua esperienza a scuola con gli adolescenti), The Pozzolis Family (la famiglia più divertente del web, rappresentata da Gianmarco e Alice – hanno spiegato come cercano, da genitori, di aiutare i propri figli nella costruzione dell'autostima anche in considerazione dell'esposizione sui social), Nick Cerioni (stylist dei Måneskin – ha condiviso la sua esperienza di genitore impegnato a trasmettere ai figli valore e importanza dell'autostima);

La Social Bellezza (parole chiave del panel: INCLUSIONE, AUTOSTIMA, BELLEZZA, DIVERSITÀ, UNICITÀ) con la partecipazione di Benedetta De Luca (influencer che si batte per l'inclusione delle persone con disabilità – ha spiegato come vorrebbe che fosse comunicata la bellezza in relazione alla disabilità), Oxana Lipka (modella albina che lotta contro le discriminazioni – ha condiviso un racconto personale sulla bellezza), Beatrice Valli (modella e influencer, ambassador di Dove – ha raccontato come contribuisce a cambiare la tossicità sui social e a superare gli stereotipi comuni sulla bellezza anche in fasi importanti come la gravidanza), Sara Ventura (ha illustrato la sua esperienza personale e professionale sui pregiudizi legati al corpo e il suo impegno sui temi di inclusività e valorizzazione della bellezza autentica);

Il Peso degli Stereotipi (parole chiave del panel: PREGIUDIZIO, PAROLE TOSSICHE, STEREOTIPI) con la partecipazione di Valentina Dallari (deejay, influencer e scrittrice – ha dimostrato come l’esposizione televisiva ma anche social, specialmente in Instagram dove l’immagine gioca un ruolo sempre più rilevante, possa fare del male e spiegato come Dove cerca di sensibilizzare su questo tema), Luciano Spinelli (tra i tik toker più conosciuti in Italia – ha parlato di come la sua generazione vive l'autostima e i temi più cari in relazione a questo suoi social), Carly Tommasini (attivista transgender e modella – ha approfondito il concetto di stereotipo da estirpare nei social e raccontato come la propria storia personale porti valore a questa battaglia quotidiana).

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FonteDove

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