HomeSalute BenessereIncubi, indicano stress oppure aiutano ad allentarlo?

Incubi, indicano stress oppure aiutano ad allentarlo?

Benessere notturno

Sanihelp.it – Sognare è piacevole, ma avere un incubo non lo è affatto. E visto che la quali totalità degli italiani si trova spesso ad affrontare bruschi risvegli per via di brutti sogni, Emma The Sleep Company, azienda che produce sistemi per il sonno, ha coinvolto sul tema una delle sue specialiste, Theresa Schnorbach, psicologa ed esperta del sonno.


Da sempre si cerca di definire i sogni, classificarli, comprenderli e sfruttarne il potenziale. Nell'Antico Egitto si credeva che le persone che facevano sogni vividi e facili da ricordare fossero individui speciali, vicini agli Dei e agli indovini, mentre gli antichi greci pensavano che il futuro fosse rivelato durante la notte, proprio attraverso l’attività onirica.

Oggi la scienza spiega che queste immagini notturne sono un’attività mentale di natura involontaria e non intenzionale, ma spesso caratterizzate da reazioni emotive che possono influenzare lo stato d'animo del dormiente anche una volta sveglio. Come mostra la ricerca di Emma – The Sleep Company, ricordare i sogni e, soprattutto, gli incubi è un fenomeno diffuso, tanto che più del 90% degli italiani al mattino ha ben impresse le avventure affrontate durante il sonno.

La capacità di mantenere vivo il ricordo è connessa sia ad alcune caratteristiche soggettive – come una più marcata tendenza alla creatività e all’avventura, ma anche una maggiore inclinazione all’ansia – sia a una specifica attività neuronale. Come spiega l’esperta Theresa Schnorbach «l’oscillazione di determinate onde cerebrali influenza la facilità con cui si richiama un sogno alla memoria: se nei minuti che precedono il risveglio in fase REM si registra un incremento di onde lente, allora saranno più elevate probabilità che il soggetto fornisca un resoconto del proprio sogno, in quanto viene favorito l’apprendimento. Allo stesso modo, se poco prima di destarsi durante la fase non-REM incrementa l’azione delle onde più rapide, il risveglio sarà molto probabilmente accompagnato da vividi ricordi di quanto sognato, poiché si stimola la concentrazione».

Rievocare quanto vissuto durante l’attività onirica, però, non è sempre un’esperienza piacevole: cadere nel vuoto (40%), litigare con una persona cara (38,9%) ed essere inseguiti (33,7%) sono le immagini che più di frequente agitano le notti del Bel Paese e impattano negativamente sulla quotidianità di più della metà degli intervistati (52,6%).

Nello specifico, il giorno successivo a un brutto sogno, il 35,8% degli italiani esprime sensazioni di ansia o agitazione e una percentuale simile (32,6%) riferisce un peggioramento dell’umore, che può sfociare persino nel mancato controllo delle proprie emozioni (15,8%). Ma è possibile evitare gli effetti negativi derivanti da una notte da incubo? La specialista di Emma – The Sleep Company suggerisce di «stimolare il sistema nervoso parasimpatico con meditazione o con esercizi di respirazione, in questo modo si inibiscono le reazioni di attacco o fuga, si può indurre un sonno più profondo e alleviare possibili disturbi della fase REM. È proprio questa fase di sonno profondo in cui si verificano i sogni più terrificanti; pertanto, favorire la qualità del riposo permette di migliorare le esperienze oniriche e risvegliarsi con il piede giusto».

Secondo le evidenze emerse dall’indagine di Emma – The Sleep Company, tra i rispondenti c’è una certezza: per 8 italiani su 10 la causa degli incubi notturni è da rintracciare nello stress, seguita da preoccupazioni legate alla sfera lavorativa (25%). Ma è davvero così?


«Sognare permette di elaborare le emozioni provate durante il giorno e contribuisce al consolidamento dei ricordi, attenuando la loro carica emotiva» afferma la psicologa Schnorbach. L’attività onirica funge quindi da meccanismo di risoluzione dei problemi e gli incubi possono alleviare alcune ansie diurne, aiutando le persone a gestire meglio lo stress.

«Alcuni studi hanno dimostrato che durante il sonno REM si verifica un rallentamento dell'attività cerebrale nell'amigdala, l’area designata all’elaborazione delle emozioni, permettendo alla più razionale corteccia prefrontale di attenuare l'impatto emotivo delle immagini e dei ricordi dolorosi. Anche gli incuboi possono essere quindi una buona terapia notturna di regolazione dell'umore» conclude l’esperta.

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