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Insonnia e difficoltà nel riposare? Ecco quando è colpa di una vita troppo digitale

Sanihelp.it – È ormai noto che l’utilizzo intensivo di schermi, tipo TV, PC e smartphone, possa causare problemi di insonnia. Il fenomeno sarebbe legato alla produzione di una sostanza che risveglia il nostro cervello, anziché condurlo al rilassamento necessario per addormentarsi.


Di conseguenza è diventata buona prassi comune quella di tenersi distanti dai dispositivi elettronici la sera, quando si raccomanda di accompagnare dolcemente l’organismo al momento del riposo. Questa è solo una delle tante nuove abitudini che stanno modificando la nostra società e che, anche secondo la ricerca di ExpressVPN, rientrerebbero nel nuovo approccio del minimalismo digitale.

In sostanza, vivere le nuove tecnologie è importante, ma bisogna porre dei limiti all’uso per trovare il tempo di riconciliarsi con sé stessi, staccare la spina dalla frenesia del web e vivere con più pienezza la vita offline. Questo modo di approcciarsi al digitale può avere dei riscontri positivi sulla salute fisica e mentale, tra cui un miglioramento del riposo e del sonno, come vedremo nei paragrafi che seguono.

Che correlazione c’è tra sonno e smartphone?

La correlazione tra l’uso di smartphone e la qualità del sonno è ormai ben documentata. Diversi studi indicano che l’uso prolungato del telefono, in particolare nelle ore serali, può compromettere seriamente la qualità del riposo. La luce blu emessa dagli schermi degli smartphone, infatti, sopprime la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia, ritardando così l’addormentamento e riducendo la qualità complessiva del sonno.

Si tratta di un fenomeno che andrebbe evitato proprio immediatamente prima di andare a letto, poiché l’esposizione alla luce blu assieme all’attività cognitiva indotta dall’interazione digitale, tengono il cervello in uno stato di allerta. Secondo una ricerca pubblicata su PLOS ONE, i partecipanti che utilizzavano maggiormente il proprio smartphone la sera mostravano tempi di addormentamento più lunghi e una ridotta efficienza del sonno, ossia meno tempo trascorso effettivamente dormendo rispetto al tempo passato a letto​.

Gli esperti consigliano di interrompere l’uso di dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a letto per garantire un sonno di qualità. In questo lasso di tempo si permette al cervello di iniziare a produrre melatonina senza l’interferenza della luce blu, quindi di rilassarsi in modo naturale. Per chi lavora tante ore davanti gli schermi di smartphone e PC, quindi laddove l’esposizione è inevitabile, è consigliabile applicare appositi filtri, cioè schermate che riducono la portata della luce blu, quindi il suo effetto sulla produzione di melatonina.

Come diminuire il bisogno di prendere lo smartphone: qualche consiglio

Partiamo dal presupposto per cui, in media, ci vogliono circa tre settimane per cambiare uno stile di vita e abituarsi alla novità. Questo significa che non bisogna forzare troppo la mano, altrimenti vivrete i cambiamenti come “punizioni” e non vi accorgerete dei benefici che arrivano, giorno dopo giorno.


La prima cosa da fare è avviare una routine ripetitiva, cioè una lista di attività da svolgere prima di andare a dormire. Dovrete occuparvi di cose che vi piacciono, che amate fare e che vi fanno stare bene: beauty routine, scegliere cosa indossare il giorno dopo, due passi con il cane ecc. In questo modo il corpo inizia a prepararsi ad andare a dormire. Indossate indumenti comodi e traspiranti, assicuratevi di dormire a una temperatura attorno ai venti gradi e, se vi va, aiutatevi con rimedi per conciliare il sonno. Uno dei più efficaci risiede nell’uso della lavanda, nota per il suo effetto calmante e rilassante e per il profumo morbido e accogliente.

Di giorno, invece, disattivate le notifiche non importanti e tenete via il telefono in particolari momenti della giornata come: pranzo, passeggiata con il cane, momenti di socialità e così via. Alcuni smartphone permettono di impostare l’attivazione automatica della modalità Non disturbare, utile per concentrarsi su studio o lavoro senza essere interrotti dal richiamo continuo delle notifiche.

All’inizio avrete la tentazione di dare uno sguardo alle notifiche, di prendere in mano lo smartphone anche quando non necessario: è un impulso che va controllato ed è il sintomo evidente che c’è un attaccamento. Già dalla prima settimana di distacco consapevole vi accorgerete dei benefici, specialmente sul sonno; a quel punto, troverete la motivazione per continuare a migliorare nel vostro rapporto con gli oggetti che vi circondano, sia digitali che non.

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