HomeSalute BenessereNon conta solo cosa si mangia ma anche come lo si mastica

Non conta solo cosa si mangia ma anche come lo si mastica

Sanihelp.it -Il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’Aimentazione, istituita dalla FAO per richiamare l’attenzione sul diritto al cibo e sulla necessità di garantire a tutti un’alimentazione sufficiente, sicura, diversificata e nutriente.


Il tema del 2026, «Innovare oggi per nutrire il domani», invita a riflettere sulle sfide che riguardano l’accesso al cibo e sulla possibilità di costruire sistemi alimentari capaci di rispondere ai bisogni delle persone, oggi e in futuro.

Ma quando parliamo di alimentazione, la nostra attenzione si concentra soprattutto su ciò che mettiamo nel piatto: frutta, verdura, proteine, fibre, cereali integrali. Ci chiediamo quali alimenti scegliere, in quali quantità e con quale frequenza, perché sappiamo che una dieta equilibrata è fondamentale per la salute. C’è, però, una domanda che riceve meno attenzione: siamo sempre nelle condizioni di mangiare ciò che sappiamo essere buono per noi?

Perché tra la scelta di un alimento e la possibilità di consumarlo esiste un passaggio tutt’altro che scontato: la masticazione. Se pensiamo all’alimentazione come al carburante necessario al nostro organismo, dobbiamo ricordare che anche la meccanica ha la sua importanza. Un’automobile può avere nel serbatoio la migliore benzina, ma se il motore non funziona correttamente non potrà andare lontano. Nel nostro corpo, una parte di questa meccanica comincia proprio dalla bocca. Ne abbiamo parlato con il dottor Massimiliano Rea odontoiatra presso il Poliambulatorio ErrEsse di Ferrara.

Masticare, infatti, non significa soltanto fare a pezzi il cibo: vuol dire trasformarlo in un bolo gestibile, mescolarlo con la saliva e prepararlo alla deglutizione. Un alimento può essere nutrizionalmente prezioso, ma diventare difficile o persino impossibile da consumare se mancano denti, se si avverte dolore, se una protesi è instabile o se la capacità masticatoria è ridotta. L’alimento non perde le sue proprietà: è la persona che, per difficoltà pratiche, può finire per mangiarne meno o rinunciarvi del tutto.

È uno degli aspetti affrontati in “Masticare e sorridere a tutte le età”, il libro di Massimiliano Rea e Pietro Sibilla, due odontoiatri che vivono e lavorano a Ferrara. Gli studi richiamati nel volume descrivono associazioni tra una ridotta capacità masticatoria, scelte alimentari meno favorevoli e un peggior stato nutrizionale, soprattutto nelle persone anziane.

Anche ricerche recenti contribuiscono ad approfondire questo legame: uno studio svedese del 2025 ha osservato un’associazione tra difficoltà nel masticare cibi duri e un maggiore rischio successivo di malnutrizione e perdita di peso. Un’ampia analisi pubblicata sul Journal of Clinical Periodontology ha inoltre collegato una minore capacità masticatoria a una qualità complessivamente peggiore della dieta.


È importante, tuttavia, distinguere ciò che le evidenze scientifiche dimostrano da ciò che non è ancora possibile affermare con certezza. Le prove che una migliore masticazione, da sola, determini un miglioramento diretto della digestione o dell’assorbimento dei nutrienti restano limitate. Il punto centrale è un altro: se un alimento diventa difficile da masticare, è possibile che venga consumato meno frequentemente e che, nel tempo, scompaia dalle abitudini alimentari. La conseguenza può essere una dieta meno varia, con ricadute sulla qualità complessiva dell’alimentazione.

E non c’è soltanto la nutrizione. Mangiare significa anche condividere un pasto, sedersi a tavola con gli altri, partecipare a un momento di relazione e convivialità. Le difficoltà della funzione orale possono associarsi a una minore partecipazione sociale e a una maggiore dipendenza nello svolgimento di alcune attività quotidiane. Nell’anziano, preservare la capacità di masticare significa quindi contribuire a tutelare non soltanto la salute, ma anche l’autonomia e il piacere di stare con gli altri.

Dolore durante la masticazione, denti mancanti, protesi instabili e difficoltà persistenti a consumare determinati alimenti sono segnali da non trascurare e da riferire al proprio dentista. Anche la progressiva rinuncia a cibi prima consumati abitualmente merita attenzione, perché può nascondere un problema della salute orale che è possibile affrontare.
Una buona alimentazione ha bisogno del carburante giusto. Ma anche di una macchina che funzioni.

Video Salute

Ultime news

Gallery

Lo sapevate che...