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Il frutto preferito dai cardiologi: perché sostituire il burro con questo frutto già da domani

Sanihelp.it – Ogni anno nel mondo le malattie cardiovascolari causano circa 17,9 milioni di decessi. In Italia rappresentano la seconda causa di mortalità dopo i tumori. Per proteggere il cuore e ridurre i rischi, è indispensabile smettere di fumare, prendersi cura del proprio sonno, praticare un’attività fisica regolare, limitare l’esposizione allo stress, il consumo di alcol e anche di alimenti processati, soprattutto di salumi e insaccati.


Al contrario, alcuni alimenti non trasformati sono da privilegiare. Tra i cardiologi, un frutto in particolare ricorre spesso: l’avocado.

La metà di un avocado, ossia circa 100 grammi, apporta 15 grammi di lipidi. Ma mentre molti alimenti fonte di lipidi sono principalmente costituiti da acidi grassi saturi, la maggior parte di quelli contenuti nell’avocado sono acidi grassi monoinsaturi, benefici per il cuore.

Sostituire il burro con l’avocado

È stato dimostrato scientificamente che questi grassi possono contribuire a ridurre il livello di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo). Una meta-analisi di sette studi ha in particolare dimostrato che i grandi consumatori di avocado presentavano livelli di colesterolo totale e di LDL inferiori rispetto agli altri.

Può quindi essere molto interessante mangiare l’avocado spalmato su una fetta di pane integrale al posto del burro a colazione. Apporta nutrienti supplementari per un livello di colesterolo più sano.

Secondo uno studio condotto nell’arco di 30 anni su oltre 110.000 adulti, sostituire la metà di una porzione di fonti di grassi come margarina, burro, uova, yogurt, formaggio o salumi con la stessa quantità di avocado è associato a una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari dal 16 al 22%.

Un alimento ricco di fibre e antiossidanti

Ma l’avocado fa bene al cuore anche perché è ricco di fibre: è persino uno dei vegetali più ricchi in assoluto in questo ambito. Infatti, mezzo avocado contiene quasi sette grammi di fibre, pari al 24% dell’apporto giornaliero raccomandato. Le fibre contribuiscono a ridurre il livello ematico di colesterolo cattivo LDL.


Circa il 30% delle fibre dell’avocado sono fibre solubili. Queste si legano alle molecole di colesterolo presenti nell’intestino, eliminandole dall’organismo e contribuendo così a ridurre naturalmente il colesterolo in eccesso. Aiuterebbero inoltre a ridurre la pressione arteriosa e il rischio di alcuni tumori, come quello del colon.

L’avocado è inoltre ricchissimo di antiossidanti e vitamine. Contiene in particolare carotenoidi e vitamina E, due elementi che contribuiscono a proteggere i vasi sanguigni e a ridurre il colesterolo cattivo LDL.

Sostituire il formaggio con l’avocado

Apporta anche minerali benefici per il cuore, tra cui il potassio (quasi 500 mg per mezzo avocado, ovvero più di una banana e il 10% dell’apporto giornaliero raccomandato), che contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa attenuando gli effetti del sodio.

Ricerche recenti hanno infatti dimostrato che aumentare l’apporto di potassio potrebbe avere un impatto positivo sulla pressione arteriosa e sul rischio di ictus più significativo rispetto alla semplice riduzione del sodio.

Il potassio contribuisce a mantenere una pressione arteriosa sana favorendo il rilassamento dei vasi sanguigni e aiutando i reni a eliminare il sodio in eccesso. In concreto, si potrebbe sostituire il formaggio o la maionese nei panini, ricchi di grassi saturi, con l’avocado.

Quando diffidare dell’avocado?

Attenzione tuttavia all’avocado se si soffre di allergia al lattice. È poco noto, ma esiste un’allergia crociata tra l’avocado e il lattice; questo riguarda però al massimo il 6% della popolazione e fino al 12% degli operatori sanitari spesso esposti al lattice, o fino al 50% delle persone affette da spina bifida a causa dell’esposizione al lattice fin dall’infanzia per le cure di questa malattia. Ma il 94% delle persone può mangiare avocado tutti i giorni.

Bisogna anche notare che può esserci un’interazione farmacologica con gli anticoagulanti, poiché l’avocado è ricco di vitamina K“, aggiungeva.

Da un punto di vista ecologico, consumare regolarmente avocado non è privo di conseguenze. A seconda della provenienza e del modo di trasporto, un avocado equivale a 1,5-2,5 chili di CO2 emessi, ossia da 550 a 900 kg di CO2 all’anno, quasi 4.000 km percorsi in auto, dato che la maggior parte proviene dal Messico, dal Perù o dal Cile.

Infine, l’avocado ha un costo economico non trascurabile: tra i 7 e gli 8 euro al chilo per un frutto che pesa tra i 200 e i 250 grammi, ossia un prezzo intorno a 1,40-2 euro al pezzo. Un avocado biologico costerà dal 20 al 50% in più.

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