Sanihelp.it – Le condizioni meteo capricciose di questa strana estate continuano a far lavorare rinovirus, adenovirus, metapneumovirus. Virus 'cugini' attualmente responsabili di sindromi simil-influenzali che a fine giugno hanno fatto registrare casi 2 volte superiori ai minimi estivi.
Del resto le malattie da raffreddamento che colpiscono le vie aeree possono sorprenderci anche in estate,quando le temperature si alzano e si passa più tempo sotto il sole. E’ buona regola in via generale, porre sempre attenzione agli sbalzi di temperatura. Le vie aeree superiori risentono positivamente dell’aumento della temperatura tipica del periodo estivo.
La permanenza in ambiente marino, ad esempio, permette di venire a contatto con aria ricca di iodio, magnesio, potassio e altri preziosi sali minerali che favoriscono il miglioramento dei problemi flogistici di naso, gola, orecchio soprattutto nei bambini. Anche i soggiorni in ambiente montano in estate sembrano avere un effetto benefico, probabilmente per la minore umidità dell’aria inspirata.
Generalmente infatti nel bambino le problematiche legate all’ipertrofia adenotonsillare (russamento ed apnee notturne) e alla ricorrenza delle infiammazioni del tessuto linfatico (adenoiditi e tonsilliti) che caratterizzano i mesi invernali, tendono a migliorare sensibilmente con il caldo. Ma quando il tempo continua a fare le bizze il corpo fatica a trovare un equilibrio perché è costretto a cambiare continuamente temperatura. Uno degli effetti più immediati coinvolge l’apparato respiratorio, ed in particolare le cellule cigliate presenti nelle mucose respiratorie, deputate a proteggere le vie respiratorie.
Fino a qualche decennio fa gli ambulatori medici e specialistici ORL vedevano come richieste principali quelle per otite esterna. «I processi flogistico infettivi del condotto uditivo esterno» spiega il professor Andrea Nacci, Specialista in Otorinolaringoiatria, Dirigente Medico. U.O. Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria Universitaria, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e consulente scientifico Schwabe Pharma Italia «infatti sono favoriti dalla permanenza di acqua e di cloro nell’orecchio, che favoriscono irritazione della cute e dermatiti che possono evolvere in vere e proprie otiti esterne, ad eziologia batterica o micotica».
Accanto alle otiti esterne però da alcuni anni anche nel periodo estivo si riscontrano processi flogistico/infettivi tipici dell’inverno. La cosiddetta »malattia da raffreddamento» infatti è diventata particolarmente frequente anche in estate. In questo periodo, inoltre, non si riscontrano soltanto sintomi »da raffreddamento» ma anche vere e proprie malattie ad eziologia virale e batterica, proprio come avviene nel periodo invernale. «E’ ormai consuetudine visitare pazienti che presentano episodi ricorrenti di rinosinusiti, faringiti, laringiti e tonsilliti durante l’estate, che non differiscono né per intensità né per durata, dagli episodi che insorgono in inverno» commenta l’esperto.
Oltre agli sbalzi termici e all’indecisione climatica che sta mettendo a dura prova la nostra risposta immunitaria, il cambiamento della tipologia di patologie delle vie aeree superiori in estate, infatti, è correlata anche all’utilizzo ormai consolidato di ambienti con aria condizionata. L’aria condizionata e gli improvvisi sbalzi termici (caldo umido all’esterno ed aria refrigerata negli ambienti chiusi) determina una riduzione della motilità ciliare delle vie respiratorie favorendo la permanenza di agenti patogeni quali virus e batteri. Quindi in paesi con clima estivo caldo/umido, l’improvviso sbalzo termico può determinare non solo una sindrome da raffreddamento ma vere e proprie patologie flogistico/infettive che richiedono l’intervento medico ed una adeguata terapia.
«Per altro durante il periodo estivo la somministrazione di farmaci quali alcuni tipi di antibiotici e cortisonici è controindicata, non solo perché determinano fotosensibilizzazione ma anche perché gli effetti avversi (dermatologici e gastro-intestinali) possono essere più frequenti, più gravi o comunque più duraturi» commenta l’esperto.
Per questo motivo anche in estate è necessario trattare la sindrome da raffreddamento ed i processi flogistico/infettivi virali e/o batterici con molecole che siano efficaci ma che non causino significativi effetti avversi. In questo contesto può essere utile il Pelargonium sidoides Eps 7630, un fitocomplesso vegetale estratto dalle radici di una pianta della famiglia delle geraniacee che per il suo meccanismo d’azione, noto fin dal XIX secolo, appare particolarmente indicato per trattare patologie acute e ricorrenti delle vie aeree superiori. Questo fitocomplesso, infatti, all’azione antivirale ed antibatterica (ben conosciuta grazie a numerosi studi clinici pubblicati su riviste internazionali), associa un’azione meccanica secretomotoria e immunomodulante. In particolare, l’EPS 7630 può determinare un aumento della motilità ciliare dell’epitelio respiratorio fino al 133%, favorendo l’eliminazione di quegli agenti patogeni che altrimenti, anche in estate, potrebbero causare patologie infettive favorite dalle repentine variazioni di temperatura.
«Quindi in estate» conclude il professor Nacci «più che in inverno vale il consiglio della nonna: stai attento agli sbalzi di temperatura, copriti bene quando entri in un ambiente freddo, non uscire con i capelli bagnati».