Sanihelp.it – La stella del cinema francese e internazionale Alain Delon si è spenta a 88 anni lo scorso 18 agosto. Gli ultimi anni sono stati segnati dai problemi di salute oltre che dalle liti tra i figli: l’attore, dopo aver avuto un ictus nel 2019, aveva ricevuto la diagnosi di linfoma a lenta evoluzione contro cui le terapie non avevano sortito effetto: da settembre 2022 l'attore era stato infatti sottoposto a una terapia palliativa sperimentale, successivamente interrotta.
I linfomi sono tumori del sistema linfatico, hanno origine dalle cellule immunitarie (linfociti) e si distinguono in due gruppi, chiamati linfomi di Hodgkin e linfomi non Hodgkin. Di questi ultimi, che in oltre la metà dei casi colpiscono persone con più di 65 anni, in particolare uomini, esistono ben 70 tipi, tra cui anche i cosiddetti linfomi indolenti, caratteristici per la loro crescita lenta.
Il linfoma non Hodgkin indolente più frequente è il linfoma follicolare, nel quale i linfociti mutati possono aggregarsi nei linfonodi o negli organi, causando noduli o gonfiori. I sintomi dipendono dalle dimensioni dei noduli e dalla loro posizione. In alcuni casi il linfoma a crescita lenta può subire una trasformazione che lo porta a modificare il ritmo dello sviluppo e a crescere rapidamente. Si calcola che questo accada ogni anno in circa il 3% di queste forme di linfoma. I principali organi bersaglio dei linfomi sono quelli in cui si trovano i linfociti, ossia i linfonodi, la milza, il timo e il midollo osseo, ma queste malattie possono interessare qualsiasi altro organo, compresi il fegato, i muscoli, le ossa o i polmoni. Nel caso di Alain Delon il tumore era arrivato proprio ai polmoni.
Le cause dei linfomi non sono ancora chiare. Si sa che vengono scatenati da una serie di mutazioni genetiche dei linfociti, che cominciano a crescere e ad accumularsi in modo incontrollato negli organi del sistema linfatico. Inizialmente asintomatici, questi tumori si manifestano con un ingrossamento non doloroso dei linfonodi di collo, ascelle o inguine, con febbre e sudorazione notturna, prurito, stanchezza e sensazione di estrema spossatezza, perdita di peso, tosse persistente, difficoltà nella respirazione. Fra le terapie disponibili, la più comune si basa su farmaci mirati a uccidere le cellule malate o a bloccarne la crescita, sull'immunoterapia, o sulla chemioterapia seguita dal trapianto di cellule staminali dello stesso paziente.



